Il Comune di Firenze e le consulenze

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di Stefano Sansonetti

Sia chiaro: la formazione professionale, a maggior ragione in un periodo di disoccupazione dilagante, rappresenta un investimento fondamentale. Eppure dalle parti del comune di Firenze, guidato ormai dal 2009 dal nuovo segretario del Pd Matteo Renzi, ci sono cifre che come minimo ispirano qualche domanda. Nel solo 2013, tanto per dirne una, il capoluogo fiorentino ha assegnato 183 consulenze esterne. Un numero di tutto rispetto, non c’è che dire, costituito soprattutto da incarichi attribuiti per non meglio specificati “corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Parliamo di contratti che possono raggiungere anche i 20 mila euro di valore. Dal calderone delle 183 collaborazioni, poi, spuntano fuori anche 16 consulenze esterne per “docenze laboratorio cucina” e “docenze laboratorio sala bar”. Con esborsi di non poco conto. La chef belga Francoise Authom, ormai fiorentina di adozione, ha per esempio incassato dal comune due assegni, uno da 12.120 e l’altro da 9.750 euro. Un’altra chef fiorentina, Maria Paola Giannone, ha incamerato prima 17.880 e poi 19.530 euro. Il collega Domenico Macaluso ne ha invece messi in cascina 9.750. A completare il quadro ci sono i compensi erogati a Pasquale Di Pizzo (12.480 + 19.500 euro), a Stefania Borgioli (12.480 + 9.750) e a Bouchra Cherkaoui (9.750). E che dire dei virtuosi del cocktail? Qui a farla da padrona è stata Antonia Lo Casto, barista che va per la maggiore nella zona di Prato, che ha ricevuto dal comune due assegni, rispettivamente di 14.430 e 12.360 euro. A seguire ci sono il barman Cristoforo Matassa (8.040 euro), Franco Sabatini (12.360), Sergio Panerati (12.360) e Roberto Matteuzzi (20.340). Ma a cosa servono, esattamente, tutte queste spese?

La difesa

La Notizia ha chiesto al comune di Firenze di capire in cosa consistano esattamente le decine di incarichi descritti genericamente come “corsi di formazione”. E ha chiesto anche il perché di così tanti incarichi per laboratori di sala bar e cucina. L’amministrazione ha fatto sapere che “queste collaborazioni riguardano il nostro centro di formazione professionale che ha due settori: industria e turismo e ristorazione”. Parliamo, ha proseguito il comune, di strutture gestite sin dagli anni ‘50. Per l’amministrazione si tratta di “collaborazioni completamente finanziate con bandi del fondo sociale europeo relativo alla formazione professionale”, indirizzati in particolare ai giovani in obbligo formativo. Ma proprio perché il comune vanta strutture formative avviate da decenni in tutto il territorio provinciale, con tanto di personale, viene da chiedersi come mai ci sia bisogno di elargire centinaia da consulenze. Rapporti comunque finanziati con fondi pubblici (a loro modo lo sono anche quelli europei). Dal sito internet del comune dedicato alla formazione, infatti, si apprende che “l’amministrazione destina considerevoli risorse finanziarie e umane alle politiche attive del lavoro, con una costante ricerca di coordinamento e collaborazione con gli attori pubblici e privati operanti sul territorio”.

L’elenco

Tornando alla lista delle 183 consulenze del 2013, il totale della spesa sostenuta dal comune guidato da Renzi è di 1 milione e 208 mila euro. Nel gruppo l’incarico più consistente, del valore di 42.156 euro, rappresenta il compenso 2013 per Danilo Ammannato, l’avvocato che rappresenta il comune di Firenze, in qualità di parte civile, al processo sulla trattativa Stato-mafia. Tra le curiosità ci sono anche 13.780 euro corrisposti all’amministrativista Giacinto Della Cananea per assistere il comune davanti all’Alta Corte di Londra nel processo contro le banche Merrill Lynch, Dexia e Ubs a proposito di contratti derivati firmati dalla giunta precedente e annullati successivamente da Renzi in via di autotutela.