La giustizia riparte dal 1° luglio. In arrivo una circolare di Bonafede per la ripresa delle udienze. “E’ giunto il momento del ritorno alla normalità”

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“Grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia”. E’ quanto ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, annunciando l’imminente l’emanazione di una circolare che “riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e, in generale, mira a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze, in condizioni di sicurezza, già a partire dal 1° luglio 2020”.

Parte ufficialmente il processo anche penale telematico. E’ stato pubblicato, infatti, il decreto del ministero che consente il deposito telematico di memorie e istanze delle difese presso il pubblico ministero che abbia concluso le indagini preliminari. “Grazie a questo provvedimento – riferisce il ministero della Giustizia -, l’ufficio che ha avanzato richiesta per l’attivazione del deposito digitale potrà per la prima volta in Italia ricevere, con valore legale, per via telematica le memorie e le istanze successive alla conclusione delle indagini preliminari e gli avvocati potranno operare tali depositi senza produrre e depositare ulteriormente il cartaceo”.

Il primo ufficio a chiedere l’attivazione è stata la Procura della Repubblica di Napoli. Il deposito telematico degli atti, che al momento è facoltativo, avrà valore legale a partire dal 25 giugno. “Il Processo Penale Telematico – spiegano ancora dalla Giustizia – è un obiettivo fissato dal legislatore per massimizzare la funzionalità del sistema e da tempo il ministero della Giustizia è impegnato per realizzare le infrastrutture necessarie e per diffondere capillarmente la cultura del digitale”.

“Si tratta di un passaggio fondamentale – ha commentato Bonafede – per l’ottimizzazione della giustizia e per la compressione dei tempi. Nei nostri piani, un avvocato, dal suo studio, potrà compiere tante di quelle azioni per cui prima doveva necessariamente recarsi in tribunale. Questo è ancora più significativo nell’ottica della nuova fase dell’emergenza Covid”.

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