La guerra di Rosarno tra spaccio ed estorsioni. Agguati e intimidazioni fra due clan per controllare il territorio

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Una guerra tra clan per controllare il territorio di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. È quanto emerge dalle indagini degli investigatori che hanno fatto scattare un’operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda reggina, che ha portato a un provvedimento di fermo nei confronti di 31 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati.

Due le cosche della ‘ndrangheta disarcionate. Entrambe si occupavano di estorsioni e dell’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hascisc dalla Spagna e dal Marocco, destinate a piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

La contrapposizione tra i due gruppi criminali sul territorio di Rosarno aveva portato a intimidazioni, agguati e danneggiamenti. Spesso con uso di armi da fuoco ed esplosivo.

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