La Lega piazza amici e fedelissimi. Tutto a spese dell’odiata Bruxelles. Attivisti ed ex onorevoli assunti come consulenti. Il Carroccio attacca l’Ue, ma la usa come collocamento

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Uno spettro si aggira per i corridoi ministeriali un tempo popolati da ministri e sottosegretari leghisti: i collaboratori e consulenti starebbero già studiando il modo di riciclarsi altrove, magari lì dove si dispone di lauti finanziamenti per lo staff politico. E inevitabilmente – si racconta in Transatlantico – lo sguardo di tanti collaboratori vicini del partito guidato da Matteo Salvini, rimasti a piedi, sia ora rivolto al Parlamento europeo. Sono, d’altronde, 28 su 73 totali i leghisti eletti a Bruxelles. Ognuno di loro ha a disposizione 21.209 euro al mese per assumere chiunque si voglia tra assistenti accreditati a Bruxelles e Strasburgo, e locali.

Parliamo di un piatto da 593mila euro mensili, 7,1 milioni di euro all’anno. Calcoli, questi, che tanti ex collaboratori di sottosegretari e ministri leghisti in questi giorni si sono fatti. C’è da dire, però, che la fila è lunga perché, nel frattempo, più di qualcuno ha già trovato sistemazione. Il record spetta senza ombra di dubbio alla siciliana-salviniana Francesca Donato: il suo staff conta – udite udite – 2 assistenti accreditati, 6 assistenti locali, un prestatore di servizi e un terzo erogatore. Tra di loro spicca Daria Inzaina. Pochi probabilmente la conoscono: la gallurese era stata scelta da Christina Solinas come assessore all’Agricoltura; poi si era scoperto che non aveva laurea (“Ho la terza media e me ne vanto”, aveva risposto la Inzaina) e si è preferito sostituirla in giunta.

Il curriculum, invece, pare essere ottimo per Bruxelles. Interessante anche lo staff di Matteo Adinolfi. Tra i suoi assistenti Salvatore De Monaco, ex missino e presidente della Provincia di Latina; Marco Maestri, coordinatore provinciale Lega Giovani LatinaMarilena Sovrani, ex Assessore alla Cultura del Comune, ovviamente in quota Lega. Curioso anche il caso della fedelissima Susanna Ceccardi: dopo aver lasciato l’incarico di sindaca di Cascina (Pisa), ha nominato tre assistenti. Di chi parliamo? Alessia Nencini, consigliere comunale leghista proprio a Cascina; Andrea Recaldin, ex capo di gabinetto della sindaca (ha lasciato in concomitanza con le elezioni europee…) e segretario provinciale della Lega a Prato, nominato dalla coordinatrice regionale del Carroccio. Cioè, manco a dirlo, sempre la Ceccardi. A chiudere il quadro Antonio Pericle Tecce, consigliere comunale leghista a Ponsacco (9 km da Cascina).

TUTTI GLI ALTRI. Il fantastico mondo delle collaborazioni, però, non finisce qui. A lavorare con Paolo Borchia troviamo Piergiovanni Sorato, anche lui consigliere comunale (a Pianiga, in provincia di Venezia), oltre ad essere anche segretario cittadino della Lega e commissario del Movimento Giovani Padani del Veneto. Dal Nord al Sud l’andazzo non cambia. E così Annalisa Tardino, eletta in Sicilia, annovera tra i suoi collaboratori l’ex consigliere di Mussomeli (Caltanissetta) Salvatore Domenico Montagnino e Teresa Alisena, presidente del Circolo Lega Monreale.

Stesso copione anche per Isabella Tovaglieri: tra gli assistenti locali il consigliere comunale di Saronno Riccardo Francesco Guzzetti e Sara Frassini che, secondo quanto risulta a La Notizia, sarebbe la sorella di Federica, deputata proprio del Carroccio dal 2018. A proposito di parlamentari: a coadiuvare Gianantonio Da Re c’è Giuseppe Paolin, deputato anche lui eletto alle elezioni del 2018, rimasto in carica tuttavia solo per pochi giorni, beffato poi dal ricorso della Calabria. Meno male che c’è l’Europa. Sporca, cattiva, ingiusta. Ma piena zeppa di soldi.