La legalità nei cantieri milanesi ha un costo “troppo alto”

di Alessandro Barcella

La piena legalità nelle opere pubbliche? Per qualcuno è un costo, che va valutato in termini di convenienza economica. E allora può non essere infrequente sentirsi dire nei tavoli di concertazione dei progetti sulle infrastrtture milanesi: “Troviamo un livello di illegalità tollerabile”. La denuncia è grave, e arriva da Antonio Lareno, responsabile del Progetto Expo di Cgil Milano.
Una denuncia circostanziata, che fa riferimento ad alcuni dei cantieri pubblici che in questi mesi stanno interessando la città di Milano. “Su tutte e quattro le opere per le quali è stato anche sottoscritto il protocollo di legalità all’autorevole presenza del Ministro dell’Interno Cancellieri e dell’attuale Presidente del Senato Grasso – esordisce Lareno – la situazione ha superato il livello di guardia. Parliamo dei cantieri di Expo2015, della metropolitana MM5, della bretella stradale SS11 e della Tangenziale Esterna milanese. La questione è che non si è attualmente in grado di garantire la corrispondenza fra ore lavorate ed ore effettivamente e regolarmente retribuite, con i sistemi di controllo degli accessi nei cantieri che si prestano ad abusi”. È il cantiere della SS11 a destare, in tal senso, le maggiori preoccupazioni: “ In questo cantiere si esegue solo la timbratura in ingresso – prosegue il sindacalista – e questo non consente di incrociare i dati al fine di un corretto controllo”.

L’opera pubblica
L’intervento, realizzato da Infrastrutture Lombarde S.p.A. per conto di Regione Lombardia, è finalizzato alla creazione di una bretella di collegamento tra l’esistente SS 11 “Padana Superiore” (in località Molino Dorino) e il tracciato autostradale della A8 “dei Laghi”. Obiettivo è l’interconnessione tra rete autostradale e sito espositivo di Expo 2015. Due, in particolare, i lotti in cui è articolata l’opera, considerata “essenziale” ai fini dell’esposizione universale di Milano. Il primo lotto, la tratta compresa tra Molino Dorino e il futuro insediamento di Cascina Merlata, ha un costo stimato di realizzazione di 54,2 milioni di Euro. A questi si aggiungano i 95,6 milioni del secondo lotto, il proseguimento della bretella da Cascina Merlata all’innesto con l’autostrada dei Laghi A8.
Tre chilometri appena di strada, su cui però come detto si appuntano le critiche dei sindacati. Ma a chi giova questa mancata corrispondenza tra ore pagate e ore lavorate? È ancora Antonio Lareno a spiegarlo: “Lo si fa, sostanzialmente, per tre motivi – prosegue -. Il primo è perché il prezzo tra appaltatore e subappaltatore è già definito in partenza e perché così i sindacati non possono rivendicare al capo appalto il dovuto in più, non essendoci traccia. Secondariamente il datore di lavoro potrà pagare per 160 ore mensili, un valore coerente su cui nessuno metterà bocca, e poi magari far lavorare per 225. Terzo, ed è un motivo strettamente collegato al secondo, che questo meccanismo genera del nero”.
Gli appalti della SS11, che hanno come soggetto attuatore Infrastrutture Lombarde S.p.A., sono stati affidati nella pratica ad un raggruppamento temporaneo di imprese, una cordata che vede la partecipazione di Eureca Consorzio stabile, Consorzio Cooperative Costruzioni, Vitali S.p.A. e Compagnia Italiana costruzioni S.p.A. Un’opera che è comunque in ritardo rispetto alla tabella di marcia, così come molti dei cantieri connessi ad Expo 2015.

Il caso MM5
Le critiche della Cgil si appuntano poi, in generale, anche su altri cantieri milanesi. La questione è sempre quella a cavallo tra controlli di legalità e sicurezza sul lavoro. “Sui cantieri Expo il galattico sistema di controllo biometrico e con transpoder e GPS non è ancora in funzione – conclude Antonio Lareno -. Pensiamo poi ai ritardi legati al cantiere di MM5, nelle ultime settimane fermo a causa del mancato pagamento di due mesi di stipendi arretrati. Su questa questione si è potuto mettere mano solo due giorni fa, quando la situazione è stata sbloccata grazie all’accordo con Astaldi: questo, che è il contraente principale dei lavori, dalla settimana prossima pagherà direttamente i circa 150 dipendenti del sub appalto SELI”. Opera pubblica anche questa, è ormai forse superfluo dirlo, in ritardo sui tempi programmati.

@ABarcella