La mappa delle proteste in Italia, dagli studenti agli autotrasportatori tra gasolio, ex Ilva, scuola, guerra e riarmo

Tir fermi al Sud, ex Ilva in piazza, studenti e portuali in sciopero: il governo vede solo le vetrine e ignora chi chiede risposte.

La mappa delle proteste in Italia, dagli studenti agli autotrasportatori tra gasolio, ex Ilva, scuola, guerra e riarmo

Lunedì scorso a Palazzo Chigi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito ministri e vertici delle forze di polizia sull’ordine pubblico, e ne è uscita la formula di uno Stato che darà una “risposta ferma”. Mentre si discuteva, circa 500 persone guidate dagli operai dell’ex Ilva di Cornigliano occupavano l’aeroporto di Genova. Nel racconto del governo ci sono solo le vetrine sfondate in piazza del Duomo e i 500 militari in più che il vicepremier Matteo Salvini ha promesso a Milano.

La lettura l’aveva data il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quando il 16 ottobre ha detto a La Stampa che i temi dei manifestanti non hanno nulla a che vedere con azioni o omissioni del governo, e la premier l’ha chiusa sui social: “Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”. Ma basta un giro delle piazze per leggere sugli striscioni lo stesso indirizzo: Palazzo Chigi.

La mappa delle proteste: il conto del gasolio

Il gasolio self costava 2,257 euro al litro il 19 ottobre, secondo l’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), e lo sconto fiscale di 6,1 centesimi è scaduto il 5 ottobre.A Milano Salvini ha incontrato gli autotrasportatori, ha annunciato lo sblocco di circa un miliardo che era rimasto fermo per motivi burocratici e solo il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo. I presidi dalla Campania alla Calabria restano dove sono, in attesa di proposte concrete. Ieri gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante. Salvini parla di «blocchi illegali».

Poi ci sono i campi. A Sferro, nel Catanese, chi presidiava con i trattori parlava di grano pagato 20 centesimi al chilo. A Bari il prezzo dell’olio pagato ai produttori è sceso a ottobre a circa 4,3 euro al chilo, contro i circa 9 del 2025, secondo i dati dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) riportati dal Post. Per domani 100 pescherecci annunciano il blocco dello Stretto di Messina, dove chiederanno un tetto al gasolio della pesca fra 0,40 e 0,70 euro al litro.

La mappa delle proteste: le altre piazze

A Taranto l’area a caldo è in stand-by dal 9 ottobre per il decreto con cui la Corte d’Appello di Milano ne ha ordinato lo spegnimento a tutela della salute. Per oltre quattro giorni gli operai hanno presidiato i cancelli della raffineria Eni, lasciando a secco oltre 50 distributori, fino a quando il governo ha convocato i sindacati per il 27 ottobre. A Genova l’aeroporto è stato occupato quando i commissari hanno comunicato la cassa integrazione per la quasi totalità dei dipendenti, a pochi giorni da un accordo sulla continuità produttiva.

Il 16 ottobre gli studenti sono scesi in oltre 40 piazze, secondo il Collettivo Osa, contro i tagli e contro il decreto Scuola, che dal 2027 mette un tetto del 30 per cento agli alunni stranieri appena arrivati nelle classi prime. Il giorno dopo a Milano oltre 5mila persone hanno seguito Italia in Piazza, movimento che è nato sui social contro il carovita, secondo Open, e le vetrine le hanno sfondate gruppi di giovani a volto coperto. A Napoli gli universitari occupano dal 19 ottobre Palazzo Giusso dell’Orientale contro il caro-vita e l’emergenza abitativa, come riporta NapoliToday.

Il 16 ottobre il Consiglio di Stato ha respinto l’appello dell’Agenzia delle Dogane: i quantitativi di armi in transito dal porto di Ravenna vanno resi pubblici, come chiedeva la giornalista Linda Maggiori. Il 30 ottobre i portuali incrociano le braccia contro i traffici di armi nel giorno dello sciopero generale dell’Unione sindacale di base (Usb), il 20 novembre sciopera la Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil). Sono le date che hanno scelto anche gli studenti.

Al vertice di lunedì sedeva anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, convocato per parlare di vetrine mentre al Sud i trattori erano ancora sulle statali.