Prima le denunce delle organizzazioni umanitarie, accusate di mentire. Poi le immagini dei bambini denutriti, degli ospedali distrutti, delle file per un sacco di farina trasformate in bersagli, bollate come fake news. Adesso anche una Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite che mette nero su bianco la parola che da anni divide governi e cancellerie: genocidio.
È quello perpetrato da Israele a Gaza, secondo il rapporto pubblicato lunedì dalla Commissione d’inchiesta Onu sui Territori palestinesi occupati da Israele. Per gli autori le autorità israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, compiendo così “atti di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra” nella Striscia di Gaza.
Il rapporto Onu sul genocidio toglie ogni alibi a Tel Aviv
Una conclusione pesantissima, che sposta ulteriormente il dibattito internazionale, ma che, soprattutto, toglie ogni alibi al Paese guidato dal ricercato per crimini di Guerra, Benjamin Netanyahu. Perché il punto centrale del documento è proprio l’elemento dell’intenzionalità: secondo gli esperti delle Nazioni Unite, colpire i minori non sarebbe stato un effetto collaterale della guerra, ma uno degli elementi che dimostrano l’intento genocidario.
“Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi”, afferma il presidente della Commissione Srinivasan Muralidhar. E aggiunge che, colpendo i bambini, Israele starebbe “minando la capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro”.
Nel rapporto si parla poi di attacchi sistematici, sfollamenti continui, fame provocata dal blocco di aiuti, medicinali e generi alimentari, oltre alla distruzione di strutture sanitarie e reparti dedicati alla maternità. Conseguenze che, per la Commissione, hanno aumentato aborti spontanei, compromesso la sopravvivenza dei neonati e provocato un trauma destinato a segnare un’intera generazione.
Non solo Gaza. L’inchiesta denuncia anche un aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania e documenta casi di torture e violenze sessuali durante arresti e detenzioni di minori palestinesi. Insomma, un atto d’accusa senza precedenti.
M5s e Pd invocano Meloni e Tajani in aula
Il Movimento 5 Stelle e il Pd hanno immediatamente chiesto che Giorgia Meloni e Antonio Tajani si presentino in Parlamento per riferire sulla posizione italiana. “Oggi le Nazioni Unite certificano che ci troviamo di fronte a un genocidio, soprattutto di bambini”, ha detto il deputato dem Arturo Scotto, accusando il governo di non aver assunto alcuna iniziativa significativa, a partire dal mancato riconoscimento dello Stato di Palestina. Ancora più duro il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, che ha parlato apertamente di complicità dell’Occidente con Netanyahu e Donald Trump.
L’affondo di Conte
Ma il commento più politico è arrivato da Giuseppe Conte. Sui social, l’ex presidente del Consiglio ha trasformato il rapporto Onu in un atto d’accusa contro Palazzo Chigi. “Bambini presi di mira e uccisi nel genocidio di Gaza. Lo abbiamo detto e denunciato tante volte, ora questa realtà emerge anche dalle inchieste indipendenti in seno all’Onu”, ha scritto il leader pentastellato.
Quindi la raffica di domande rivolte direttamente alla premier: “Volete continuare a chiacchierare di orgoglio nazionale con vaniloquenza o volete dimostrarlo con i fatti? Vi decidete a promuovere sanzioni economiche contro Netanyahu? A strappare gli accordi militari con Israele? A riconoscere lo Stato di Palestina?”. E ancora, con una stoccata che mescola Trump e la vicinanza politica tra la destra italiana e quella americana: “Vi decidete a restituire il cappellino Maga a Trump?”.
Meloni non andrà in aula. Ma resta però un dato politico difficilmente ignorabile: per mesi chi parlava di genocidio veniva accusato di propaganda o estremismo. Oggi quella parola compare in un rapporto delle Nazioni Unite. E adesso per il governo far finta di non averla letta sarà un più complicato.