La professoressa Merkel bacchetta l’Italia sulle Riforme. Ma Palazzo Chigi risponde: non ci faremo intimidire. E il ministro Ue Schaeuble prova a corregge il tiro

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Non è piaciuta a Palazzo Chigi “la professoressa” Angela Merkel che è salita in cattedra per dare i voti agli altri Stati dell’Europa. Le bacchettate della Cancelliera tedesca a Italia e Francia, in primis, sono piaciute poco al premier Matteo Renzi che a quanto pare privatamente avrebbe affermato: “Non ci facciamo condizionare e intimidire, avanti per la nostra strada”. Insomma da Palazzo Chigi emerge tutta l’amarezza per le parole della Merkel: “è stata scorretta, perché un capo di Stato non assegna pagelle agli altri”. A gennaio ci sarà proprio in Italia un incontro tra Renzi e Merkel e magari sarà l’occasione per fare la pace. Renzi intanto tira dritto e spera di chiudere al più presto le partite delle Riforme ancora aperte. Sembra questa l’unica strada da seguire per provare a ottenere dall’Europa la tanto agognata flessibilità sul rientro del debito. Meno bruschi dal ministero dell’Economia dove più che risposte nel merito vengono auspicate risposte con le Riforme, quelle promesse per convincere l’Europa. Quindi la Germania e la sua Cancelliera. Successivamente il ministro Ue Schaeuble ha provato a correggere la Cancelliera: “La Commissione ha proposto di dare più tempo per sforzi sui bilanci”.