La propaganda anti-M5S scivola sulla scala mobile. Dalla Reuters ai media italiani: catena di balle sul degrado a Roma. La struttura fatiscente usata contro la Raggi. Poi però si scopre che il responsabile è un privato

Roma Villa Borghese
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Crispian Balmer, giornalista americano dell’agenzia Reuters per l’Italia (con base a Roma), pensava di avere fatto uno scoop fotografando il degrado delle scale mobili di Villa Borghese (Galoppatoio) e invece ha prodotto un flop mondiale. Ma almeno gli va riconosciuta l’attenuante di essere straniero. Cosa che, invece, non si può accordare al Corriere della Sera che ha creduto alla fake news titolando “Come in un film apocalittico”, con il consueto codazzo di commenti ironici nei confronti del Comune di Roma che avrebbe dovuto curarne la manutenzione.

Fino, come quasi sempre avviene, alla precisazione del Campidoglio: “La manutenzione delle scale mobili di Villa Borghese vicino il Galoppatoio è di competenza di Saba Italia, gestore del parcheggio sotto Villa Borghese. Si tratta di scale mobili per l’accesso al parcheggio in disuso da oltre 30 anni”. In ogni caso ci sono cascate pure Repubblica (che in genere è la prima ad abboccare) e Il Secolo d’Italia che fa un’operazione più complessa e cioè sa della smentita del Comune di Roma, ma finge che la colpa sia comunque sua.

A quel punto la stampa italiana ha capito come stavano le cose e non ha più rilanciato. Invece il Tweet di Balmer ha fatto il giro del mondo ed è diventato di tendenza. Il danno di immagine che ha prodotto la Reuters all’Italia è enorme e non ci risultano smentite. Oltretutto Balmer non è nuovo ad episodi di degradazione dell’Italia, il Paese che lo ospita. Infatti nei suoi cinguettii c’è sempre la battuta sul degrado del nostro Paese.

Ne fece uno simile sulla Calabria poco tempo fa, ma questo è invece proprio un falso. Questa vicenda ci dimostra non solo che anche i mitici britannici sbagliano, ma che alcuni giornali ci cascano pure. Se uno deve pensar male (e fare naturalmente peccato) – come diceva Giulio Andreotti – però può anche ritenere che questa storia sia stata costruita ad arte e comunque non è un esempio di buon giornalismo perché non sono state controllate adeguatamente le fonti e la veridicità della notizia, che come detto è falsa.

Ma quello che fa pensare è che ci stiamo avvicinando alle elezioni per il Comune di Roma e Virginia Raggi viene rifatta segno di una campagna mediatica, massiccia e ben organizzata. Vi ricordate quando si erano fissati sulle buche che infestavano Roma, oppure i topi che facevano il bagno nel Tevere o i cinghiali circolanti nei parchi che si nutrivano di immondizia? O i bus a fuoco? Poi ci fu il periodo delle scale mobili rotte alle fermate metro di Repubblica e Barberini. Quindi saltarono fuori i gabbiani che erano attratti dalla immondizia non raccolta da Ama.

Ed ora questa storia senza fondamento. Non è possibile utilizzare il vero surrettiziamente e il falso manifestatamente per fare politica. La Raggi non è benvoluta da varie lobby della Capitale che poi, guarda caso, controllano anche i principali giornali cittadini. Il risultato è una sorta di persecuzione mediatica a cui è regolarmente sottoposta la sindaca di Roma.

Cosa accadrà adesso? Ci aspettiamo sia che l’improvvido corrispondente a fare pubblica ammenda sia che la faccia la sua notissima agenzia di stampa, ammettendo che la notizia data con tutta evidenza in tutto il mondo è in realtà uno stupido falso che nella ipotesi migliore è dovuta a un non controllo delle fonti. E ci aspettiamo anche che il Corriere della Sera dia notizia ufficiale della smentita come anche Repubblica. A volte capita di sbagliare, ma allora occorre avere il coraggio di dirlo pubblicamente e di cercare di riparare al danno fatto.