La Raggi aveva ragione, c’è un complotto sui rifiuti. Raccolta differenziata delle utenze non residenziali a singhiozzo. Ora i magistrati indagano per truffa

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Stai a vedere che la sindaca Virginia Raggi aveva ragione. Eppure quando aveva parlato di un complotto ai suoi danni, in merito all’emergenza immondizia, molti avevano riso sguaiatamente. Ora, però, dovranno ricredersi perché la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sul sistema di raccolta di rifiuti porta a porta delle utenze non domestiche ossia bar, ristoranti e attività commerciali. Un procedimento che è stato sollecitato dall’Amministrazione Capitolina che ieri ha depositato un esposto in relazione alla presunta truffa, con allegata una corposa relazione stilata dal Nucleo Ambiente Decoro (Nad) della Polizia Locale di Roma Capitale. Stando al dossier, la situazione sarebbe a dir poco preoccupante e configurerebbe l’ennesimo scandalo furbetti. Infatti, questo secondo l’esposto, la raccolta delle utenze non domestiche avviene nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali sono chiusi. Ciò, ovviamente, rende impossibile raccogliere la differenziata. Ma c’è di più. Alcuni dipendenti farebbero finta di nulla e strisciando con il palmare fornito dall’azienda su di un codice a barre presente all’esterno dell’utenza, farebbero figurare che la spazzatura è stata raccolta regolarmente quando, invece, così non è. Proprio per questo i magistrati di piazzale Clodio sono chiamati a capire se questo comportamento è “sistematico al punto da potere ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali” o meno.

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