La rivoluzione rosa di Matteo Renzi

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di Fausto Cirillo

Signori e (soprattutto) signore, l’ennesima furbata propagandistica è servita. La direzione del Pd ha infatti confermato all’unanimità la decisione del suo leader Matteo Renzi di collocare una donna come capolista alle Europee in ciascuna delle cinque circoscrizioni in cui è suddiviso il nostro territorio nazionale. I nomi delle fortunate estratte dal cilindro del presidente del Consiglio (questa volta le primarie sono state accuratamente evitate) sono quelli di Alessia Mosca per il Nord Ovest, Alessandra Moretti per il Nord Est, Simona Bonafè per il Centro, Pina Picierno per il Sud e Caterina Chinnici per le Isole. Bene, bravissimi, evviva? Fino a un certo punto. Perché, con la sola eccezione del giudice Chinnici (scelta peraltro contestata dal governatore della Sicilia perché «è stata assessore con Raffaele Lombardo, condannato per mafia»), si tratta di parlamentari italiane che in caso di elezione a Strasburgo si troveranno in una situazione di incompatibilità. Lasceranno il Parlamento per rappresentarci in Europa? Ancora non è chiaro. Al contrario è invece evidente che la scelta di collocare donne ai vertici delle liste corrisponde a un’abile strategia pubblicitaria che non costa molto a chi l’ha ideata. Non stiamo infatti parlando di liste bloccate, e quindi di nominate dall’esito elettorale garantito. Alle Europee passa chi prende più preferenze, indipendentemente dalla posizione di partenza. Toccherà loro insomma pedalare, e parecchio, se non vorranno vedersi scalzate dai loro agguerriti compagni di partito. La svolta rosa nel partito (le donne candidate saranno il 40% del totale) viene intanto esaltata dallo stesso Renzi, che ha descritto le sue capoliste non come «bandierine da mettere lì ma con cinque persone che con la loro esperienza e la loro storia personale possono dare un contributo all’Europa».

Nessuna star
Più in generale i nomi in lista di politici conosciuti a livello nazionale sono davvero pochi. Prevalgono infatti sindaci e amministratori locali così come esponenti delle professioni, dell’associazionismo e del volontariato. Tra le personalità più note, nel Nord-Ovest spiccano l’ex governatrice del Piemonte Mercedes Bresso e i parlamentari europei uscenti Sergio Cofferati e Patrizia Toia e Pier Antonio Panzeri. Nel Nord-Est figurano invece gli ex ministri Flavio Zanonato e Cecile Kyenge, la senatrice Isabella De Monte e gli uscenti Paolo De Castro, Salvatore Caronna e Franco Frigo. Nella lista al Centro accanto ai riconfermati David Sassoli, Silvia Costa e Roberto Gualteri ci sono il direttore del Festival del Cinema di Roma Goffredo Bettini, l’ex primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici, l’ex vice-sindaco della Capitale Enrico Gasbarra e la direttrice editoriale di “Left” Ilaria Bonaccorsi. Al Sud potranno essere votati gli uscenti Andrea Cozzolino, Mario Pirillo e Pino Arlacchi. I nomi forti sono però quelli del sindaco di Bari Michele Emiliano e del vicepresidente del Parlamento UE Gianni Pittella (per il quale è stata votata una deroga al limite dei 3 mandati). Infine, nelle Isole spiccano le candidature dell’ex governatore sardo Renato Soru, del sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini e di quello di Agrigento Marco Zambuto. Ci sarà anche il deputato Fausto Raciti (quest’ultimo contestato da una parte dei delegati siciliani).

 

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