La sfida con Salvini fa di Alfano un leghista. Più poteri ai sindaci, militari come le ronde padane e norme più severe contro l’accattonaggio e la carità molesta

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Lo scontro a distanza con Matteo Salvini sta facendo cambiare strategia ad Angelino Alfano. Il ministro ha deciso di imprimere una svolta al Viminale. Le città sono tornate al centro del progetto. Difenderle, ripulirle, bonificarle e soprattutto renderle sicure è la nuova sfida del ministro.
Criminalità, sporcizia, accattoni, immigrati clandestini, campi rom, degrado delle periferie, centri storici vietati a manifestanti e ultras, più poteri ai sindaci, sgombero delle case occupate.
Tutti temi che sono diventati cavalli di battaglia della Lega Nord, che ora con Salvini non pensa più alla secessione e alla Padania, bensì a prendere voti pure al centro e al sud. Anche perché i problemi delle città e dei residenti sono sempre gli stessi.
“Salvini vuole costruire un’estrema destra forte, ma perdente, ce l’ha con me in quanto sto costruendo un’area moderata che per lui è un ostacolo”. Fedele a questa mission, il ministro Alfano continua a tracciare il solco.
Il superpremio finale – che fa gola sia al Ncd di Alfano, sia alla Lega di Salvini – è la leadership del centrodestra. L’eredità di Berlusconi, per intenderci. Entrambi i contendenti puntano a prendere i consensi dell’elettorato di scontento di Forza Italia.

L’IMMIGRAZIONE
Un altro tema che sta a cuore a Salvini e che vede anche Alfano in prima linea sono gli sbarchi a Lampedusa. Il Viminale ha sbattuto i pugni sui tavoli europei facendo il clamoroso passo indietro su Mare Nostrum. Ma l’agenzia Frontex e il programma Triton non sono in grado di risolvere il problema. E con i barconi arrivano profughi, immigrati, clandestini e soprattutto terroristi.

LE CITTÀ
Tutto sembra ruotare intorno al potere dei sindaci che va potenziato. Oggi il ministro Alfano incontra il presidente dell’Anci, Piero Fassino, per fare il punto sul degrado urbano.   Vogliamo dare – dice Alfano – più poteri ai sindaci per difendere i centri storici e i monumenti delle nostre città. Anche sulle manifestazioni bisogna dare una sterzata.  È vero che non si può comprimere il diritto a manifestare – è il pensiero del ministro – ma si può lavorare sui percorsi lontano dal centro storico di Roma, in quanto è caro al mondo intero e va protetto. Sarà la volta buona? I romani lo sperano, visto che i cortei e le manifestazioni di protesta sono causa di ritardi e disagi che anche economicamente incidono sulle casse comunali e su quelle di esercenti e cittadini.

ACCATTONI
Anche l’accattonaggio e l’elemosina molesta di mendicanti, rom, disagiati e compagnia bella rappresenta un problema da risolvere per Salvini. Il segretario della Lega ha elogiato Putin dopo il suo viaggio a Mosca, nel quale non ha visto nemmeno l’ombra di un mendicante. Ora Alfano ha deciso di scendere in campo pure su questo tema. Occorre varare nuove norme più severe contro comportamenti come l’accattonaggio e la carità molesta, ha detto il ministro.

LA SICUREZZA
Perfino sull’impiego dei militari Alfano ha voluto dare una spallata a Salvini. In pratica i soldati avranno il compito di sorveglianza che al Nord hanno svolto per anni le ronde padane. Dopo Pasqua arriveranno i 500 militari in più a Roma che verranno impiegati nella vigilanza fissa degli obiettivi sensibili, in sostituzione delle forze di polizia. Tutte le città saranno pattugliate.

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