La Svizzera è diventata il nuovo paradiso dei clan. Autorità elvetiche in allarme: arrivati più di cento mafiosi italiani

Dia
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La nuova Eldorado delle mafie è Berna. A margine del maxi-processo legato alla ‘ndrangheta che prenderà il via oggi in Calabria, è emerso che la svizzera “costituisce una piattaforma logistica ideale” per i clan. Per l’Ufficio federale elvetico di polizia, il problema ormai non riguarda solo le zone di confine, come Ticino, Grigioni e Vallese, ma tutto il territorio elvetico. Il numero dei mafiosi attivi nella Confederazione non è noto, ma le autorità sono a conoscenza di un centinaio di individui, per la maggior parte affiliati alla ‘Ndrangheta, ma anche a Cosa Nostra e alla Camorra.

Secondo stime delle autorità antimafia italiane e di esperti di criminalità organizzata, inoltre, sarebbero almeno una ventina le cellule mafiose attive in Svizzera, cui fanno capo circa 400 persone. Tra i casi più discussi quello della cellula di Frauenfeld, in Turgovia. Lo scorso luglio, poi, è stato sgominato un clan ‘ndranghetistico, con arresti e perquisizioni eseguite nei cantoni Ticino, Argovia, Soletta e Zugo.

Per Fedpol, le organizzazioni di stampo mafioso nella Confederazione, oltre a dedicarsi al traffico di stupefacenti e armi, “si servono della piazza finanziaria elvetica per riciclare denaro e reinvestire i proventi dei reati commessi perlopiù in Italia, nel settore immobiliare, nella ristorazione o in altre attività minori”. E dal rapporto dell’Ufficio federale di polizia emerge che dal 2018 sono già stati disposti 15 divieti di entrata nei confronti di individui sospettati di appartenere a organizzazioni di stampo mafioso.

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