La Sveglia

L’amministrazione di Gaza passa di mano

Hamas ha annunciato lo scioglimento della sua commissione esecutiva e la consegna dell'amministrazione di Gaza all'Ncag.

L’amministrazione di Gaza passa di mano

Il 6 luglio il governo di fatto di Hamas, al potere nella Striscia dal 2007, ha annunciato lo scioglimento della sua commissione esecutiva e la consegna dell’amministrazione di Gaza al Comitato nazionale per l’amministrazione della Striscia, l’Ncag, un organismo di tecnocrati che nessun palestinese ha votato. A dichiararlo all’Afp è Ismail al-Thawabta, capo dell’ufficio stampa del governo di Hamas. L’Ncag lo guida Ali Shaath. L’ha creato il Board of Peace, il consiglio istituito da Donald Trump quando a ottobre ha mediato il cessate il fuoco tra Hamas e Israele.

L’organismo che dovrebbe amministrare la Striscia esiste da circa sei mesi. Per sei mesi è rimasto fuori, perché Israele ne ha impedito l’ingresso. Così l’amministrazione civile di un territorio la decide chi quel territorio lo tiene con le armi: le forze israeliane controllano quasi il 70% di Gaza, secondo le stime riferite da Afp e Anadolu. E continuano a colpire. Il “cessate il fuoco” dell’ottobre 2025 ha già ucciso oltre mille palestinesi, 1.031 secondo il ministero della Sanità di Gaza citato da Al Jazeera il 27 giugno. Il 6 luglio un drone israeliano ha colpito un veicolo a Khan Younis: quattro morti e sedici feriti, riferisce Al-Jazeera ripresa da Ansa e Adnkronos.

Sullo stesso passaggio, un funzionario militare israeliano citato da Channel 11 parla di «spin mediatico privo di significato». Intanto Benjamin Netanyahu, a Fox News, rivendica: «Non siamo in uno stato di guerra permanente, abbiamo portato avanti quattro accordi di pace». Lo dice il capo del governo che, nel parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024, presiede un’occupazione illegale. E che pone una condizione nota: nessuna ricostruzione senza il disarmo di Hamas. L’amministrazione, dice, passa di mano. Il territorio resta il suo.