L’Annunciazione ellenica a Roma. Il capolavoro di El Greco da oggi ai Musei Capitolini. Rara occasione di vedere l’artista esposto in Italia

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In Italia il cognome Thyssen viene collegato alla tragedia di Torino, dove in un’officina morirono sette operai. Ma si chiama Thyssen anche una delle collezioni d’arte più importanti d’Europa: in occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini, che ha già portato nella capitale spagnola La Buona Ventura di Caravaggio, la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a Roma L’Annunciazione del grande artista cretese che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto, El Greco. Nonostante abbia soggiornato in Italia per ben dieci anni (1567-1577), vivendo a Roma tra il 1570 e il 1576, esistono rare opere di El Greco nei musei italiani. Ma ora torneranno, seppure per un breve periodo. La mostra, che sarà ospitata nelle sale al piano terra dei Musei Capitolini da oggi fino al 17 aprile prossimo, e promossa da Roma Capitale, è a cura di Sergio Guarino.

Pittore in viaggio – L’artista nacque nel 1541 nell’isola di Creta, all’epoca sotto il dominio della Repubblica di Venezia ma legata artisticamente alla tradizione bizantina. Nel 1567 il trasferimento a Venezia, per studiare le opere di Tiziano, del quale diventa uno degli ultimi discepoli, Veronese, Tintoretto e Jacopo Bassano. Quindi Roma. Nel 1576 giunse in Spagna, per rimanervi per il resto della vita, scegliendo la città di Toledo, antica capitale e centro artistico, e diventando presto un maestro affermato. Morì il 7 aprile 1614, dopo aver lasciato tutti i suoi beni al figlio Jorge Manuel, nato dalla sua relazione con Jerónima de Las Cuevas.

Opera unica – L’Annunciazione, opera autografa dipinta da El Greco a Toledo, è il modello definitivo che fu presentato ai committenti per la realizzazione di un quadro di grandi dimensioni destinato a una maestosa pala d’altare (in spagnolo retablo), chiusa in una articolata cornice lignea. Realizzato dal pittore negli anni 1596-1600 per l’altare maggiore del Colegio de Nuestra Señora de la Encarnación di Madrid, il retablo di Doña Maria de Aragon, fondatrice del collegio e committente, venne smembrato all’inizio dell’Ottocento e cinque dei grandi dipinti dispersi furono accolti al Prado mentre il sesto ebbe come destinazione il Museo Nacional de Rumania di Bucarest. Dedicato alla Redenzione, il retablo era probabilmente su due livelli: in basso, l’Annunciazione era affiancata dall’Adorazione dei pastori e dal Battesimo di Cristo, mentre in alto si trovavano la Crocifissione, la Resurrezione e la Pentecoste e forse un settimo dipinto, più piccolo, come conclusione.

La sintesi – Lo stile di El Greco è il risultato di una profonda assimilazione di tre diverse culture figurative: la tradizione bizantina (ieratica e spirituale), l’arte italiana (che nel Rinascimento raggiunge un insuperato vertice espressivo, in termini figurativi) e infine la pittura spagnola, rivolta spesso all’introspezione. L’Annunciazione è una delle vette più alte del suo stile finale, dove le forme allungate si intrecciano con una stesura veloce, quasi parossistica del colore e un horror vacui che lo porta a riempire ogni spazio della composizione.