Ventisei miliardi di euro, lโ1,2% del Pil. Tanto costa allโItalia la mancata formazione continua degli adulti. Mentre, a ogni piรจ sospinto, il governo agita il vessillo del tasso di occupazione piรน alto dalla nascita delle serie storiche dellโIstat, il Rapporto 2026 dellโOsservatorio Proxima, parte del gruppo Enzima12, mette nero su bianco i rischi di tale andamento per il futuro del Paese. Soprattutto davanti allโadozione sempre piรน pervasiva dellโIntelligenza artificiale. โOltre lโ80% dellโaumento occupazionale del 2024 – si ricorda nel report – รจ riconducibile agli over 50โ che โhanno superato per la prima volta i 10 milioniโ, quasi il doppio rispetto al 2004.
Di contro, โnelle classi piรน giovani, si registra stagnazione o caloโ. Ciรฒ a causa delle riforme pensionistiche che โhanno alzato lโetร effettiva di uscita dal mercato, trattenendo lavoratori maturi che in un altro regime sarebbero giร andati in pensioneโ. Il record di impiegati รจ โin larga misura un effetto collaterale dellโinvecchiamento demograficoโ; il problema รจ che quei lavoratori usciranno. Entro il prossimo decennio, stima lโOsservatorio dallโelaborazione dei dati dellโIstituto di statistica, โil sistema produttivo italiano potrebbe perdere circa 4,3 milioni di addettiโ, il 18,3% di tutta la forza lavoro, โper la sola uscita delle coorti matureโ. Non gradualmente ma in unโondata concentrata nel tempo: โPer ogni 100 giovani tra i 15 e i 19 anni, ci sono giร oggi 152 persone tra i 60 e i 64 anni prossime allโuscitaโ. Cifre alla mano, la partecipazione degli adulti italiani alla formazione si ferma al 29% contro una media Ue del 39,5%, ossia โ3,6 milioni di adulti in meno ogni anno che non aggiornano le proprie competenzeโ.
Di certo, le disuguaglianze territoriali non aiutano: nel 2023, la partecipazione alla formazione era del 12,9% al Nord, del 13,2% al Centro e solo dellโ8,6% al Sud. โLe regioni che avrebbero piรน bisogno di usare la formazione come leva di sviluppo – rileva lโOsservatorio Proxima – sono le stesse in cui le condizioni per accedervi sono piรน deboliโ. Il tutto, come detto, proprio nel momento di massimo sviluppo dellโIA (secondo il sito ailayoffs.live, oltre 425mila persone nel mondo sono giร state licenziate per causa sua). Fra il 2023 e il 2025, la quota di imprese italiane con almeno dieci addetti che ha usato queste tecnologie รจ passata dal 5% al 16,4%. Perรฒ โla mancanza di competenze adeguate – segnala il documento – frena il 58,6% delle aziende, che hanno valutato investimenti in AI senza realizzarliโ. La tecnologia arriva, le competenze per usarla no. Un guaio enorme.