Le famiglie Lgbt sono uno schifo. Consigliere forzista la spara grossa. Bufera durante un Consiglio comunale a Venaria Reale. Le destre sempre più spesso gettano la maschera

Venaria Reale Galifi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Mentre sul ddl Zan prosegue la battaglia politica con l’evidente ostruzionismo del centrodestra, a far discutere sono le dichiarazioni choc del consigliere forzista del comune di Venaria Reale, in provincia di Torino, Rosario Galifi (nella foto). “Ho passato 50 anni con la stessa donna. Ognuno faccia quel che vuole, per me esiste una sola famiglia: padre, madre, figli” ha raccontato l’uomo in Consiglio comunale tra lo stupore dei presenti. Basterebbe questo per indignare ma il consigliere Galifi poco dopo si è superato e ha rincarato la dose spiegando che le altre forme di organizzazione familiare “sono porcherie, schifezze” e che “se continuiamo di questo passo, chissà quando verrà fatto il primo Gay Pride a Venaria”.

Parole pesanti per giunta pronunciate durante la discussione della mozione sull’adesione alla carta d’intenti “Re.a.dy”, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, che è stata approvata dalla maggioranza composta da Venaria Riparte, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Anzi proprio le forze del centrodestra nella stessa occasione avevano chiesto al sindaco e alla giunta di intraprendere azioni politiche per rendere “Venaria una città contro tutte le discriminazioni”. Peccato che a pensarla diversamente è stato Galifi che, in evidente contrasto con la sua stessa maggioranza, ha scatenato un vespaio di polemiche e prese di distanza.

LE REAZIONI. “Dopo le dichiarazioni del consigliere comunale Rosario Galifi, che ha etichettato le famiglie arcobaleno e i 120mila bimbi e bimbe che ne fanno parte come un surrogato di una schifezza, chiediamo le immediate dimissioni dal suo incarico istituzionale” è il commento giunto dal candidato sindaco di Torino per il Partito Gay, Davide Betti Balducci. “Chiediamo alla ministra Carfagna ed alla senatrice Bermini di Forza Italia, che si occupano di diritti civili nel loro partito, di richiedere formalmente le dimissioni del consigliere dal suo incarico istituzionale, dando così un segnale concreto che in Forza Italia esiste, se non i diritti per Lgbt, almeno il rispetto per le persone” ha concluso Betti Balducci.

Reazione ancor più dura quella che è arrivata da “Venaria Possibile” che con un comunicato fa sapere che “ormai siamo abituati agli scivoloni di questa maggioranza, ma in Consiglio comunale, sono comunque riusciti a stupirci”. Lo stesso gruppo precisa che “non crediamo serva nemmeno commentare certe uscite, imbarazzanti e vergognose, specialmente se pronunciate in sede istituzionale. E nemmeno ci stupiamo, se pensiamo che questa è la stessa maggioranza che in campagna elettorale parlava di famiglie tradizionali e teoria gender. Queste frasi, però, ci ricordano quanto è importante il lavoro che facciamo, ogni giorno, per promuovere amore, rispetto, uguaglianza e diritti per tutte e tutti. A quando il Gay Pride a Venaria? Noi speriamo molto presto”.

All’attacco anche la consigliera Rossana Schillaci del Pd: “Probabilmente il consigliere Galifi non sa cosa stesse votando. Perché poco prima vota a favore di una città inclusiva e poco dopo esce con queste affermazioni così gravi. C’è molto controsenso in tutto ciò. Se un nipote o un parente del consigliere fosse omosessuale, cosa farebbe? Lo cancellerebbe dal ramo genealogico? Toglierebbe l’eventuale eredità?”. Parole, quelle pronunciate dal forzista, che stanno imbarazzando non poco la maggioranza di centrodestra che, al momento, si trincera in un silenzio assordante.