Le mani dello Stato pontificio su tutta la politica italiana

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di Filippo Conti

Il testamento biologico e l’Ici. Il salvataggio del San Raffaele e le nomine Rai. Dall’enorme archivio (40 mila pagine) dell’ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, emergono non solo le trame all’interno della Santa Sede all’epoca di Papa Ratzinger, ma anche i fitti rapporti tra gli alti prelati e la politica italiana. Dalle questioni che riguardano la Chiesa a quelle di mera occupazione del potere, come le nomine dei vertici di Viale Mazzini. Una sorta di grande affresco che permette di capire più a fondo l’intreccio tra gli interessi dello Stato italiano e quello Pontificio.

L’archivio segreto
L’archivio, composto da centinaia di mail e note riservate anticipate da alcuni quotidiani, è stato sequestrato nel 2012 dalla procura di Napoli per poi essere trasmesso a quella di Roma da cui Gotti è stato indagato per violazione delle norme anti riciclaggio. Accuse da cui poi è stato assolto. La corrispondenza riguarda il periodo del suo mandato, dal 2009 al 2012, anno in cui è stato sfiduciato sull’onda delle polemiche causate dall’inchiesta nei suoi confronti. Dalla lettura delle mail si evincono i difficili rapporti di Gotti Tedeschi con l’ex direttore generale dell’istituto, Paolo Cipriani, e con l’ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che in un primo momento hanno osteggiato la sua nomina. Mentre emerge un rapporto privilegiato con padre Georg, il potente segretario particolare di Papa Benedetto XVI.

I rapporti con la politica
A colpire, però, sono i rapporti con la politica italiana. Ad Angelino Alfano, per esempio, Gotti Tedeschi invia alcune riflessioni sulla situazione del governo. Ma è con l’ex sottosegretario all’Interno, il cattolico Alfredo Mantovano (ex Pdl ed ex An), che il presidente dello Ior ha un legame stretto e confidenziale. Il parlamentare di centrodestra, per esempio, gli scrive il 6 febbraio 2011, alla vigilia della discussione parlamentare sul testamento biologico. “Caro Ettore, perdonami ma sulla questione del testamento biologico vi è necessità che dalla Cei ci sia qualche segnale”, scrive Mantovano, sollecitando un intervento sul tema del capo dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco. “Un caro saluto in Domino”, è il modo in cui il politico si congeda al termine del messaggio.
Mentre il 30 settembre dello stesso anno Gotti invia al cardinal Bertone una nota per metterlo al corrente del problema Ici (ovvero la possibilità che l’imposta sugli immobili sia fatta pagare anche alla Chiesa), specificando che “la memoria mi è stata suggerita in modo riservato dal ministro Tremonti”. E dallo scambio di mail emerge una sorta di alleanza tra Vaticano e ministero dell’Economia per contrapporsi alla Corte europea che ha più volte puntato il dito contro gli aiuti dello Stato italiano (anche tramite le defiscalizzazioni) alla Chiesa cattolica.

Le larghe intese
La nascita del governo tecnico di Mario Monti, poi, sembra preoccupare molto le gerarchie vaticane. E così il 16 dicembre 2011 il presidente dello Ior invia ad Alfano alcune raccomandazioni sull’appoggio del Pdl all’esecutivo del Professore. “1) Cosa deve preoccuparci. 2) Come mettere sotto osservazione in modo politico l’azione del governo”, si legge nella mail. Un paio di mesi prima, invece, Gotti Tedeschi scriveva a Corrado Passera, in quel momento ancora al timone di Banca Intesa, per sollecitare un suo intervento in aiuto del San Raffaele, colpito dal dissesto finanziario. Per confrontarsi sull’ospedale di don Verzè, Gotti chiede un incontro proprio a padre Georg.

Mamma Rai
La Chiesa, infine, si preoccupa anche delle nomine Rai. Nel marzo 2011 Gotti, con una nota riservata, spiega a Bertone come “la nomina di Lorenza Lei alla direzione generale possa incontrare ostacoli”. Per questo motivo suggerisce che “per sostenere tale candidatura sia indispensabile interloquire con la Lega, che vuole contare di più e piazzare un suo candidato”. Insomma, se alcune mail sono di ordinaria amministrazione nei rapporti interni alla Santa Sede, da altre emerge nettamente come il Vaticano tenda a influenzare leggi e azioni dello Stato italiano, spingendosi fino alle raccomandazioni per Viale Mazzini.