Le prime pagine del 25 luglio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla Redazione

La Notizia. In apertura: “Dipendenti delle camere l’ultima Casta”. L’editoriale di Gaetano Pedullà: “Incubo regime per bloccare le riforme”. In alto: “Si schianta un volo air algerie terza tragedia in pochi giorni”. In alto: “Missili sull’ospedale Netanyahu alza il tiro”. A lato: “Consulenze per 50 milioni. Al Mise è sempre festa”.

Il Corriere della Sera. In apertura: “Tempi tagliati, opposizioni in rivolta”. Sopra: “Tra le macerie di Gaza. Fuoco, morte, lacrime”. Editoriale di Pierluigi Battista: “L’antico veleno del pregiudizio”. A destra: “Etihad ora minaccia: noi lunedì ce ne andiamo”.

La Repubblica. In apertura: “Riforme, è battaglia. Le opposizioni marciano sul Colle”. Sotto: “Il footing dell’ostruzionismo” e “Stipendi tagliati. Camera in rivolta”. Al centro, fotonotizia: “Gaza, bombe sulla scuola Onu strage infinita di donne e bambini”.

La Stampa. In apertura: “Opposizioni, protesta al Colle”. Sotto, in tre box: “Napolitano chiede dialogo”, “La rivolta dei commessi”. In alto: “Colpita scuola Onu. Scambio di accuse tra Israele e Hamas”. Al centro, fotonotizia: “A Roma la donna che ha commosso il mondo”.

Il Fatto Quotidiano. In apertura: “La rivolta. Corteo al Qurinale contro la deriva autoritaria”. L’editoriale di Marco Travaglio: “Firmiamo per fermarli”. Taglio basso: “Gaza, Israele bombarda la scuola”.

Il Sole 24 Ore.In apertura: “Taglia-vincoli per le imprese”. Di spalla: “Riforme, opposizioni in corteo al Quirinale. Renzi: ‘Non mollo’”. L’editoriale di Stefano Folli: “Il grande gioco delle parti”. In basso: “Gnudi, Salviamo l’Ilva, anche con capitali italiani”.

Il Messaggero. In apertura: “Bagarre riforme, assedio al Colle”. Sotto “Rivolta contro il tetto agli stipendi. Alla Camera le urla dei dipendenti”. Al centro, fotonotizia: “Bombe su Gaza, strage nella scuola Onu”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quel bivio tra il M5S e il Ponte sullo Stretto

Nei sondaggi della Ghisleri e Pagnoncelli non c’è traccia, ma in Italia non c’è partito che sta crescendo più di quello del cemento. I soldi del Recovery Plan permetteranno di aprire cantieri ovunque, e come da tradizione c’è la fila per costruire quello che capita,

Continua »
TV E MEDIA