Legge elettorale

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di Angelo Perfetti

Nemmeno hanno cominciato a parlare è già siamo al litigio. Se le larghe intese non hanno funzionato fino a oggi, anche l’inciucio Pd-FI non sembra, per ora, avere vita facile. E così la riunione di Commissione Affari Costituzionali della Camera che deve votare l’adozione del testo base della riforma si è trasformata in bagarre. Prontamente ripresa dai telefonini del M5s che non ha mancato, come suo costume, di “spararli” in rete. “Iitalicum. Cominciate a vomitare. Ecco le tabelle con le circoscrizioni e i collegi. Guardare il collegio 142…”. ha scritto su twitter Giulia Grillo, deputata 5 stelle, che posta un’immagine della suddivisione in collegi presentata in commissione.

Per Rosy Bindi “se Forza Italia insiste sul fatto che sia il Parlamento e non il Viminale a definire i collegi elettorali, “vuol dire che vuol far saltare la riforma”. Ed ha criticato la tesi di Forza Italia secondo la quale la legge deve essere approvata con delle tabelle che indicano già i collegi, perché in questo modo la stessa legge è immediatamente applicabile: “L’insistenza sull’autoapplicabilità della legge – ha detto Bindi – mi fa pensare che FI ha un retropensiero, che non vuole impegnarsi a varare anche le riforme costituzionali che richiedono almeno un anno. Se le cose stanno così – ha concluso – allora salta la riforma elettorale”.

Nel corso dell’Ufficio di presidenza della Commissione, riferisce chi era presente, il presidente e relatore della legge elettorale, Francesco Paolo Sisto, ha annunciato che avrebbe depositato gli allegati A e B al testo, che contengono la definizione delle circoscrizioni e dei collegi elettorali. Ma il Pd, con il capogruppo Emanuele Fiano, ha dichiarato la contrarietà del suo partito, che chiede che la delega per scrivere le tabelle venga affidata al governo. Sulla stessa linea si sono schierati, riferisce Gregorio Gitti, anche glia altri gruppi parlamentari. Ma Forza Italia, con la capogruppo in Commissione, Maria Stella Gelmini, ha difeso l’intenzione la scelta di Sisto di delineare collegi in sede parlamentare. A quel punto il Pd avrebbe tra l’altro annunciato l’intenzione di presentare eventualmente un emendamento del testo per modificare il testo presentato da Sisto e assegnare la delega al governo.

Il primo sì

Al termine di oltre tre ore di confronto dai toni a tratti molto duri, in commissione Affari costituzionali e’ stata trovata una mediazione che ha permesso alla maggioranza di votare con Forza Italia il testo base presentato da Francesco Paolo Sisto (FI). Il nodo – come detto – è quello della competenza a disegnare i collegi elettorali: FI vuole che spetti al Parlamento, il Pd vuole assegnare, “come si e’ sempre fatto in passato”, una delega al governo. Alla fine, e’ passato il testo di Sisto, con in allegato anche una prima definizione di 157 collegi per la Camera e 86 per il Senato, disegnati attraverso l’accorpamento dei collegi uninominali previsti dalla legge Mattarella. Ma FI, che insiste sulla necessita’ di lasciare al Parlamento il compito di ripartire le circoscrizioni, ha aperto, con il capogruppo Renato Brunetta, alla possibilità di cedere come extrema ratio la delega al governo, se la mole degli emendamenti renderà chiaro che la definizione dei collegi rischia di affossare tutta la legge elettorale. Solo a questo punto, il Partito democratico, Nuovo centrodestra, Scelta civica e Per l’Italia hanno acconsentito a votare il testo base presentato da Sisto, con le tabelle allegate. Ma i parlamentari di tutti i partiti della maggioranza già annunciano emendamenti per rimettere la delega al governo. Contro il testo base hanno votato la Lega e il Movimento 5 Stelle. Assente in commissione Sel, che è impegnato nel congresso nazionale.

 

Tensione in Commissione, poi Sisto riesce a calmare gli animi. Per ora

 

 

di Fausto Cirillo

Iniziare a costruire una casa partendo dal tetto, ancor prima di aver ben scavato le sue fondamenta, non è certo la migliore garanzia per la stabilità dell’intero edificio. Eppure la commissione Affari costituzionali della Camera ha deciso ieri sera di adottare il testo base di riforma della legge elettorale allegandovi le tabelle che definiscono i nuovi collegi. Al termine di una seduta decisamente agitata, è passata così la proposta del presidente Francesco Paolo Sisto. L’esponente azzurro è riuscito nell’impresa di convincere i recalcitranti deputati dei gruppi Pd, Scelta Civica, Ncd e Popolari per l’Italia (che chiedevano invece una delega in materia al governo). Contrari sono invece rimasti Lega e M5S, mentre Sel era invece assente. «C’è stata una apertura da FI sulla possibile delega al Governo» ha provato a giustificarsi poi il rappresentante Pd Emanuele Fiano. «Oggi insieme al tema della legge c’è un tema di accordo politico, non faremo passi avventati anche se il nostro obiettivo resta la delega. Noi oggi adottiamo il testo base e ci lasciamo dei margini di lavoro». Durante la discussione, ha spiegato, sono già stati preannunciati alcuni emendamenti che prevedono di delegare il Governo per le tabelle che definiscono i collegi. Diversamente, se il lavoro che verrà effettuato in commissione sulle tabelle allegate al testo base soddisferà tutti, la delega non sarò necessaria. La sua compagna di partito Rosy Bindi è stata però chiara: se Forza Italia insiste sul fatto che sia il Parlamento e non il Viminale a definire i collegi elettorali, «vuol dire che vuol far saltare la riforma». Bindi ha ricordato che è sempre stato il Ministero dell’Interno a definire circoscrizioni e collegi, spiegando che l’approvazione della legge già comprensiva di tabelle renderebbe quest’ultima autoapplicabile:«Non vorrei che Forza Italia avesse un retropensiero: non impegnarsi a varare le riforme costituzionali, che richiedono almeno un anno di lavoro». I più scatenati sono stati però i deputati pentastellati. «Italicum. Cominciate a vomitare. Ecco le tabelle con le circoscrizioni e i collegi» ha scritto su Facebook Giulia Grillo. Il suo collega Giuseppe D’Ambrosio l’ha definita «l’ennesima truffa perpetrata ai danni degli italiani» e ha commentato: «Gli uffici e i gruppi non possono aver elaborato le tabelle perché servono mesi di lavoro. Immagino quindi fossero già pronte da parte del duetto allegro. Signori questo è il nuovo che ‘avanza’. Uno vale l’altro ed uno ha le stesse logiche dell’altro. Siate felici tutti voi che avete votato alle primarie Renzi per averci regalato questo cazzaro-condannato di Firenze assieme al delinquente di Arcore».

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

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