Leggi fantasma su carceri e ambiente: così l’Ue ci sanziona. Sono 684 i decreti rimasti inattuati. Dimenticati detenuti e salute pubblica

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Rifiuti e carceri. Su tutti i procedimenti d’infrazione, i due più scottanti sono questi. Se uno infatti è giunto a condanna definitiva (vedi articolo a lato), l’altro pende come una spada di Damocle sopra la testa dell’Italia. Perché, se è vero che lo scorso 13 novembre la Corte europea ha respinto tutti i ricorsi dei detenuti ritenendo gli ultimi provvedimenti attuati in Italia sufficienti, è anche vero che sullo stato delle carceri Bruxelles ha dato un tempo massimo, fissato al prossimo giugno 2015. Il rischio, però, è che così come capitato per le discariche, anche qui si giunga ad una pesante sanzione.

SONNI PROFONDI
Il motivo, ancora una volta, è da rintracciare nel letargo e nei ritardi dei governi. A cominciare da quelli passati di Mario Monti e di Enrico Letta. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato ieri dalla presidenza del consiglio relativo allo “stato di attuazione del programma di governo”, infatti, sono una montagna le leggi che, pur essendo state approvate, prevedono decreti attuativi per rendere i provvedimenti realmente esecutivi. E, ovviamente,  finchè questo non accade, parliamo del nulla: leggi valide solo e soltanto sulla carta. Ma c’è di più: ovviamente alcuni di questi decreti hanno una scadenza ben precisa che, in molti casi, è già bella che arrivata. Con la conseguenza che la legge in questione, in pratica, è come se non fosse mai esistita. Semplicemente.

IL “NUOVO” CHE AVANZA
Ma partiamo dai numeri. Ad oggi, riferendoci soltanto ai due esecutivi di Letta e Monti, ancora pendono ben 410 decreti: 204 relativi alla stagione Letta e 206 relativi a quella Monti. Ma attenzione. Se entriamo nel dettaglio, infatti, ecco che di questi 410 decreti fantasma, ben 165 sono ormai già scaduti. Non va meglio se analizziamo il “nuovo che avanza” di Matteo Renzi. Se infatti nel rapporto del mese scorso i decreti da attuare in riferimento ai provvedimenti presi dal governo renziano erano 242, a distanza di 30 giorni siamo saliti a 274. In pratica, mediamente se n’è aggiunto uno ogni giorno.

SVUOTACARCERI. A PAROLA
A questo punto qualcuno potrebbe dire: cosa c’entra tale incredibile lentezza della macchina politica con la questione delle sentenze europee? Semplice. Tra i decreti ormai scaduti (i cui provvedimenti dunque non vedranno mai concreta attuazione), spuntano proprio le questioni attenzionate dalla Corte europea: ambiente e carceri. Facciamo qualche esempio. La legge nota come “svuotacarceri” prevedeva l’istituzione del “Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale”. L’esigenza di tale Authority nasceva proprio per le condizioni disumane dei carcerati. Ebbene, la legge prevedeva che “la   composizione dell’ufficio” fosse “determinata con successivo regolamento del Ministro della giustizia, da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Ebbene, i termini sono belli che scaduti, dato che il provvedimento è di fine febbraio. Finita qui? Certo che no. Dal rapporto, infatti, emerge anche che manca il decreto sui risarcimenti per i detenuti, previsto dal decreto legge n.92 del governo Renzi. Ma anche andando a ritroso le cose non migliorano. Nel 2011 si occupò con apposito provvedimento del sovraffollamento carceri anche Mario Monti. Quella legge prevedeva ben due decreti attuativi. A distanza di tre anni uno dei due è rimasto lettera morta.

NON CI RESTA CHE PIANGERE
E sull’ambiente? Un esempio su tutti. Ricordate il caos sulla tristemente famosa “Terra dei Fuochi”? Subito il governo prese provvedimenti (governo Letta). La legge prevedeva, all’articolo 2, “indagini tecniche per la mappatura, anche mediante strumenti di telerilevamento, dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura, al fine di accertare l’eventuale esistenza di effetti contaminanti a causa di sversamenti e smaltimenti abusivi”. Tutto questo, però, sarebbe dovuto avvenire tramite “direttiva dei Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute”. Direttiva mai arrivata. E ora i termini sono scaduti. Non ci resta che piangere. E attendere l’ennesima sanzione da Bruxelles.

 

Tw: @CarmineGazzanni

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