L’enorme pasticcio dei Marò. L’ex ministro Terzi svela gli errori: era l’arbitrato la strada da percorrere

Un pasticcio. Una tela di ragno in cui siamo imprigionati per nostri incomprensibili errori istituzionali. Basterebbero queste poche righe per capire il giudizio, secco, dell’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata sulla vicenda marò.
Eppure il rinvio della decisione su Latorre fa ben sperare per un esito positivo.
Certo. Escludo che non si riconosca a una persona che ha subito un intervento così delicato di fare la sua convalescenza dove è giusto che stia. Il punto è un altro.
Ovvero?
Siamo ormai a una cinquantina di rinvii credo sulla questione dei marò. È una tela di ragno. Vorrei dire tela di Penelope ma Penelope era donna virtuosa. È vero che anche Penelope ingannava, ma con finalità buone.
Qui invece?
Qui le finalità sono malvage. L’orribile ragno velenoso che ci tiene impigliati nella sua tela gioca con noi e con la vita di due cittadini. Per carità: l’India è una grande democrazia. Ma che poi i giudici vivano senza nessuna interferenza e senza pressioni politiche, credo non accada realmente in nessun Paese.
Che giudizio dà al nuovo corso Gentiloni?
Sta pasticciando sempre di più. Ha scelto una strategia sbagliata sin dall’inizio del governo Renzi. O meglio: ha dichiarato una strategia giusta facendo poi l’esatto contrario. Le dichiarazioni di strategia erano impostate sull’internazionalizzazione della vicenda e sull’arbitrato, ha continuato a tornarci sopra dicendo che si stavano preparando le carte, che c’erano i legali al lavoro. E poi ha fatto regolarmente il contrario.
Se non abbiam internazionalizzato, allora come ci siamo mossi?
Guardi, un mese fa abbiamo appreso che c’è questa grande trattativa segreta per la quale l’Italia starebbe pensando di rivolgere le sue scuse ufficiali all’India, dunque riconoscendo il fatto contestato, corrispondendo poi una grande cifra di denaro. Ottenendo così una specie di delega a processare i due. L’assurdo: anziché affermare la nostra giurisdizione noi andiamo a chiedere all’India che ci deleghi e ci consegni i due militari sulla base di specifiche controproposte.
Come ha risposto il governo quando sono emerse queste notizie?
Niente. Io sono stato veramente allibito che non sia arrivata nessuna smentita pubblica del governo. Perché mai il governo non ha subito smentito questa cosa orrenda?
Ad una lettura obiettiva parrebbe proprio che qualcosa non torni…
Pochi giorni fa è emersa la notizia che la Procura di Torino ha avviato un’indagine nei confronti delle Dogane perché ha scoperto che nel 2011-2012 l’Italia ha importato dall’India quasi tutta la quantità che l’India esporta di amianto. Se qualcuno non fornisce valide motivazioni sulla pessima gestione dei marò, i dubbi che non si voglia intraprendere una controversia proprio per paura che poi emerga qualcosa dal cassetto che potrebbe spiegare il motivo per cui l’Italia non ha aperto un arbitrato internazionale, è legittimo. Ed è inquietante.