I discorsi dei politici mi terrorizzano. Questi disgraziati preparano la guerra per i nostri figli.
Gaia Renani
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Gentile lettrice, quando ero un ufficiale di leva, negli anni ’70, successe un fatto che ancora mi fa riflettere. All’epoca in Germania e in Italia c’era il servizio militare obbligatorio. Ebbene, i Comandi tedeschi senza preavviso dichiararono lo stato di allerta rossa e ordinarono ai militari in licenza o in libera uscita di rientrare subito nelle caserme. Circa l’80 per cento non tornò. Chi si nascose nella soffitta dei genitori, chi nel pied-à-terre dello zio, chi a casa della fidanzata… I comandi tedeschi furono sconcertati. Gli imboscati uscirono dai nascondigli solo giorni dopo, quando il governo dichiarò che non c’era alcuna guerra, era stata una simulazione e i “disertori” non sarebbero stati puniti. Oggi, con la leva obbligatoria e una simulazione di quel genere, gli imboscati secondo me sarebbero non l’80 ma il 90 per cento: in Germania, in Italia, ovunque. I costumi si sono ulteriormente rammolliti e la società è più edonistica di prima: figuriamoci chi accetterebbe di andare a soffrire o morire in trincea. Eppure, c’è chi, come Merz e tanti altri, pensa di reintrodurre l’obbligo di leva perché “la Russia ci minaccia” (balla colossale). E c’è chi, come Nathalie Tocci dell’Istituto Affari Internazionali, scrive sull’Economist: “Un modo per irrobustire le popolazioni sarebbe, quindi, mettere soldati (europei, ndr) sul terreno ucraino”. Ma non vedono che gli stessi ucraini a frotte fuggono dall’arruolamento? In che mondo vivono questi leader politici e intellettuali?
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