Libia, offensiva americana contro le milizie dello Stato islamico. Raid a Sirte su richiesta del governo di unità nazionale libico

dalla Redazione
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Raid americani sulla Libia per colpire l’Isis a Sirte. Dopo le bombe del 2011 per abbattere il regime di Gheddafi, il territorio libico è finito di nuovo sotto l’attacco delle forze militari statunitensi. La conferma delle operazioni è arrivata direttamente dal Pentagono. Tuttavia, l’intervento dell’aviazione di Washington è arrivato su richiesta del governo di unità nazionale libico per rafforzare l’offensiva lanciata da settimane contro i miliziani islamisti, provenienti in gran parte dalla Tunisia e dal Sudan grazie anche all’appoggio di Boko Haram. Il premier libico Serraj ha spiegato in un discorso in televisione che “i primi raid aerei americani su specifiche posizioni di Daesh (Iisis) sono stati condotti oggi causando gravi perdite su Sirte”.

Seraj ha anche spiegato che, già da tempo, era stato richiesto il sostegno agli americani. Il premier libico ha anche sottolineato che l’intervento americano è relativo soltanto a un periodo di tempo limitato e che non sarà esteso a un intervento di terra. Sirte è diventata negli ultimi anni la roccaforte dell’Isis, mentre il governo di unità nazionale ha sede a Tripoli. Sirte, inoltre, è la città che ha dato i natali al defunto colonnello Muammar Gheddafi ed è controllata da giugno 2015 dalle truppe del Califfato. Insomma il controllo della città ha un significato fondamentale. Per l’Isis in quanto la perdita sarebbe una vera e propria debacle, perché proseguirebbe l’arretramento sul terreno, mentre per il governo riconosciuto dall’Onu in quanto significherebbe il passo decisivo verso la liberazione.