Licheri: “Niente sconti a questa destra”

Parla il senatore del Movimento 5 stelle, Ettore Licheri: "Opposizione intransigente nell’interesse del Paese".

Senatore Ettore Licheri (M5S), Conte parla di “governo vigliacco” che “mostra i muscoli con gli ultimi”. Siamo all’inizio di un massacro sociale?
“Vigliacco, perché tagliano le gambe ai percettori del reddito di cittadinanza e facilitando la vita a chi vorrà andare in giro con un rotolo di 5.000 euro di contanti in tasca. Questo è lo specchio di questa manovra. Gli evasori ed i colossi che hanno fatto guadagni da favola su questa crisi oggi traggono un sospiro di sollievo perché il governo ha deciso che farà cassa colpendo coloro che da 3 anni vivono con 500 euro al mese. E sa come si motiva questa scelleratezza? Perché sono “occupabili”, si è detto, e se non hanno un lavoro evidentemente è perché preferiscono stare sul divano. Tutto questo è semplicemente sconcertante. La Commissione europea ha chiesto ai 27 paesi membri, con una raccomandazione, di rafforzare i rispettivi redditi di cittadinanza. Tutti i paesi stanno aumentando le tutele ai poveri, il governo italiano le cancellerà. E lo farà nel modo più odioso possibile: criminalizzando i nostri disoccupati e tacendo una verità: per via del rincaro delle materie prime, del caro-energia e di una crescita vicina allo zero, oggi c’è scarsa offerta di lavoro e quello che c’è nella maggior parte dei casi è precario e sottopagato. Una verità scomoda e nascosta agli italiani”.

COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI, CONVEGNO DEL M5S

Il M5S sembra pronto alla piazza. Anche il Pd potrebbe farlo. È nelle piazze che si gioca la credibilità dell’opposizione?
“L’opposizione guadagnerà in credibilità se sarà capace di interpretare nelle aule del Parlamento il sentimento di dolore che proviene da un ceto medio che continua inesorabilmente ad impoverirsi, e da un tessuto produttivo ed imprenditoriale stremato dalla inflazione e dai rincari della guerra. Detto questo è chiaro che se in Parlamento troveremo solo muri invalicabili, adotteremo tutte le iniziative per contrastare questa manovra. Anche quella di scendere in piazza”.

Ma con i numeri che questa maggioranza ha in Parlamento non si rischia che rimangano pochi spazi per riuscire a fare opposizione ?
“L’opposizione efficace è fatta di proposte ed emendamenti. Per fronteggiare gli extra-costi delle bollette in questa manovra ci saranno risorse per 21 miliardi che, per stessa ammissione di Giorgetti, basteranno solo per i primi mesi del 2023. Ecco, l’opposizione è pronta per trovare un rimedio, nella consapevolezza che non è interesse di nessuno consegnare questo paese alla recessione o alla stagnazione”.

Calenda e il Terzo polo accusano voi e il Partito democratico di usare le piazze in maniera populista. “Meloni va aiutata”, dice. Che ne pensa?
“Le piazze parlano, ascoltano, suggeriscono e non vanno mai schernite o sminuite sotto la parola populismo. Le piazze sono state fondamentali nella crescita storica della democrazia di questo Paese. Calenda dovrebbe saperlo. Piuttosto, sono stati spesso i salotti o i club ristretti che hanno contaminato la politica italiana. E sono certo che anche questo non sfugga a Calenda”.

Le reazioni alla legge di Bilancio dimostrano ancora una volta una certa vicinanza tra Movimento 5 Stelle e Pd. È possibile un riavvicinamento?
“Guardi, per come la vedo io oggi il Pd deve decidere che strada imboccare: se quella liberista di Renzi-Calenda o quella della nostra agenda sociale, che guarda ai poveri, alle periferie e alle fabbriche. Al Pd oggi mancano le idee perché gli manca una base sociale. Il punto dunque non è la scelta del nuovo segretario, ma il coraggio di tracciare un solco di vera discontinuità con il partito dei salotti e delle élite”.

A questo proposito: nel Lazio sembra ormai chiusa la possibilità di andare insieme alle prossime Regionali, ma in Lombardia gli ultimi sondaggi dicono che un’alleanza potrebbe puntare alla vittoria sfruttando la spaccatura a destra provocata dalla Moratti. Che ne pensa?
“L’abbiamo ripetuto tante volte: il nostro obiettivo è presentare agli elettori un progetto di trasformazione della società e, se questo progetto sarà coerente e convincente, gli elettori ci premieranno. Le nostre posizioni sulla pace, la nostra agenda sociale, la nostra sensibilità ambientale sono scritte nella nostra carta dei valori. È finita la stagione delle alleanze elettorali buone solo per vincere. La gente ha capito, ha bisogno di serietà e per questo il M5S è percepito come una forza politica credibile che non è disposta a derogare ai propri principi per vincere una gara elettorale o battere l’avversario. Il rinnovamento della politica italiana passa anche da questo cambiamento culturale”.

Secondo lei la maggioranza è allineata sulle prime iniziative di governo?
“Non lo dico io, ma loro stessi. Sulle trivelle il Governatore leghista Zaia è contrario alle posizioni del suo partito, sull’autonomia differenziata Fratelli d’Italia è contrario alle posizioni della Lega, sul Superbonus diversi esponenti di Fdi e Lega nella scorsa legislatura partecipavano alle manifestazioni a favore, mentre ora si sentono dire dalla Meloni e da Giorgetti che l’agevolazione verrà tagliata. E siamo solo all’antipasto”.

Ritiene che ci siano altri responsabili, al di fuori dei partiti di maggioranza, che hanno concorso alla distruzione del Reddito di cittadinanza? Il Movimento 5 Stelle ha compiuto degli errori?
“Il Reddito di cittadinanza ha rappresentato e rappresenta un argine contro il lavoro sottopagato, ha reso evidente la necessità di alzare i salari ed ha acceso i fari sul “flop” dei nostri centri per l’impiego, causato da anni di politiche miopi portate avanti dai governi di destra e di sinistra. Tre evidenze clamorose e dirompenti. Certo, come ogni legge anche questa è perfettibile, ma scatenare una guerra ideologica solo perché la misura è stata ideata dal M5S va oltre il ridicolo. Ricordo a tal proposito che, nonostante gli sia stato messo a disposizione un miliardo di euro per attuare un piano di reclutamento straordinario nei centri per l’impiego, le Regioni hanno finora speso solo 300 milioni e assunto il 30% del personale. È giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti agli italiani”.

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Pubblicato il - Aggiornato il alle 11:11
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