Lilith Primavera, chi è? Età, carriera, Instagram, uomo e vita privata dell’attrice de Le Fate ignoranti di Ozpetek

Lilith Primavera
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Chi è Lilith Primavera, attrice diventata nota per il ruolo di Vera nella serie tv Le fati ignoranti di Ferzan Ozpetek?

Lilith Primavera, chi è? Età, carriera e ruolo ne Le Fate ignoranti di Ozpetek

Lilith Primavera è cresciuta nella periferia romana e si è sempre descritta come una “donna nata maschio”. All’età di 18 anni, su è trasferita a Londra per poi fare ritorno in Italia e debuttare nel mondo dello spettacolo. Negli anni, ha preso parte a numerosi progetti debuttando al cinema con Mamma+Mamma nel 2017, film diretto da Karole Di Tommaso. Ha partecipato, poi, anche al documentario Linfa di Carlotta Cerquetti che viene presentato alla Fasta del Cinema di Roma.

Nel 2019, ha fatto un cameo nel docufilm Io sono Sofia di Silvia Luzi mentre, nel 2021, è stata in Anima Bella di Dario Albertini.

Nel frattempo, l’attrice ha portato avanti anche la sua carriera di cantante pubblicando i singoli Vanilla, Polvere e Pelle, Molto, Taboo, Goodbye My Lover, Vieni a prendermi, Nuda, 4 Parole e Amami. Inoltre, è anche autrice del podcast Malafemmina.

La popolarità, infine, è arrivata con il ruolo ottenuto nella serie tv Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek in cui recita al fianco di Cristiana Capotondi e Luca Argentero.

A proposito del suo personaggio, ha dichiarato: “Vera è una donna forte, indipendente e innamorata delle sue fate ignoranti. È una famiglia. Sono amici, sono complici, sono tutto quello che si cerca. L’amore è una cosa importante. Ho amato vestire i panni di Vera perché mi ha regalato un entusiasmo nuovo”.

Vita privata e Instagram dell’attrice: attivismo LGBTQI+ e sentirsi “donna nata uomo”

Per quanto riguarda la sua vita privata, Lilith Primavera è un’attivista LGBTQI+. A proposito del suo coming out, in occasione di un’intervista rilasciata a Vanityfair, ha spiegato: “Per una persona trans fare coming out spesso non è una questione di parole ma di gesti, abiti, atteggiamenti. Ed è stato così per me. Sono cresciuta nella periferia romana. Erano gli anni 90, avevo 18 anni e la sera in cui successe ero in camera mia intenta a prepararmi per uscire. Lo facevo con grande attenzione, in silenzio per non svegliare i miei genitori che stavano dormendo. All’improvviso però la porta si è aperta e c’era mio padre. Ci siamo guardati, siamo rimasti congelati in quel momento. ‘Sembri un manichino’, sono le uniche parole che mi ha detto prima di chiudere la porta e tornare in camera da mia madre”.