L’inverno è alle porte, l’Ue lancia l’allarme sulla crisi energetica

L'Ue lancia l'allarme sulla crisi energetica. Il problema non è l'approvvigionamento di gas ma la capacità dei cittadini di pagarlo

L’inverno è alle porte, l’Ue lancia l’allarme sulla crisi energetica

La crisi energetica spaventa sempre di più, con l’inverno alle porte, il Vecchio continente. L’Unione europea è “in una posizione migliore per affrontare questa crisi” energetica “rispetto al 2022, perché abbiamo ridotto il nostro consumo di gas ma questa crisi è anche più grave, perché riguarda anche il petrolio e i prodotti petroliferi”, ha spiegato il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, assicurando che l’Ue “non prevede una crisi di approvvigionamento” di carburanti per ora ma “per i cittadini che non possono permettersi di acquistare la benzina per la propria auto o per riscaldare le case” è come se lo fosse. Il commissario ha concluso sottolineando la necessità di “discutere ulteriori misure su ciò che si può effettivamente fare per alleviare questa grave situazione”.

L’inverno è alle porte, l’Ue lancia l’allarme sulla crisi energetica

I ministri di tutti gli Stati membri sanno che ci aspetta un inverno difficile. La crisi che stiamo attraversando a causa della situazione in Medio Oriente comporta prezzi molto elevati sia del gas che dei prodotti petroliferi, ha insistito Jorgensen, in conferenza stampa al termine del Consiglio Ue Energia. “Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento in quanto tali, ma per i cittadini che fanno fatica a pagare le bollette, questo potrebbe non avere importanza: se non si è in grado di pagare la bolletta del gas, non importa la quantità di gas a disposizione”, ha detto.

L’avviso

Ha poi mandato un messaggio molto chiaro ai 27: “Fate tutto il possibile per abbandonare il più rapidamente possibile i combustibili fossili” attraverso “energie rinnovabili, maggiore efficienza energetica ed elettrificazione”. In “molti Stati membri – ha spiegato – c’è la tentazione di sovvenzionare direttamente i combustibili fossili. Ciò può essere necessario in alcuni casi, specialmente quando si tratta di gruppi vulnerabili nelle nostre società. Tuttavia, esorto gli Stati membri a farlo in modo mirato e temporaneo”.

Intanto Francia, Italia, Germania e altri 9 Paesi Ue – in qualità di membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) – hanno annunciato un rilascio coordinato di “42,6 milioni di barili” di petrolio “dalle riserve strategiche dell’Ue entro la fine di gennaio 2027, inclusi 20,5 milioni di barili di gasolio da immettere sul mercato”. È quanto si legge nella dichiarazione congiunta sottoscritta dai rappresentanti di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia.

La decisione di sbloccare ulteriori riserve strategiche fa seguito a quanto concordato durante la riunione del G7 sotto guida francese lo scorso 2 ottobre. I firmatari chiedono alla Commissione europea di attuare il monitoraggio del rilascio delle scorte attraverso il gruppo di coordinamento petrolifero e si impegnano a riferire sui progressi compiuti per un’ulteriore revisione in occasione del Consiglio Energia del 10 dicembre.