Come mettersi in lista per i vaccini avanzati: il piano per il “vaccino sospeso” di Figliuolo e le liste di riserva per le dosi residue

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Come si fa a mettersi in lista per i vaccini avanzati? Il piano per il “vaccino sospeso” annunciato dal generale Francesco Paolo Figliuolo è partito cinque giorni fa con un’ordinanza della Protezione Civile. Prevede che tutti possano mettersi in lista d’attesa per ricevere i vaccini residui e non conservabili che a fine giornata non siano stati somministrati nelle Asl e in tutti i luoghi dove sta procedendo il piano di vaccinazione degli italiani.

Come mettersi in lista per i vaccini avanzati: il piano per il “vaccino sospeso” di Figliuolo

Figliuolo ha firmato l’ordinanza con cui dispone che “in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2 richiamato in premessa, le dosi di vaccino eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate. Questo per ottimizzarne l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal menzionato Piano nazionale e successive raccomandazioni”. E come funziona il piano? Come è possibile mettersi in lista per i vaccini avanzati?

A raccontare la sua esperienza con la lista dei vaccini residui è stato un paio di giorni fa il giornalista Andrea Scanzi su Facebook: “Nel pieno rispetto delle regole, mi sono messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata. Per non buttare via nessuna dose altrimenti gettata via. Categoria “caregiver” familiare, essendo figlio unico e avendo entrambi i genitori “fragili”. Oggi, come era naturale prevedere, molti non hanno trovato entusiasmante vaccinarsi con Astrazeneca dopo lo stop di tre giorni. C’è molta paura in giro. Molto scetticismo. Non poche dosi libere. E di sicuro non c’era la fila per vaccinarsi, anche se le disdette sono state per fortuna minori delle previsioni più nefaste”.

Quindi, ha concluso il giornalista, a fine giornata, il responsabile di vaccinazione della sua zona lo ha informato che c’era una dose disponibile: “Non mi ha stupito: ieri, in un sondaggio di Piazzapulita, più del 60% diceva di non voler fare Astrazeneca. Io non appartengono minimamente a quel 60%”. Nella sua regione, la Toscana, la lista per i vaccini avanzati esisteva da prima dell’ordinanza di Figliuolo. Funzionava così: si informava il proprio medico di base della volontà di vaccinarsi; lui segnalava il nome al responsabile vaccinale; se idonei si veniva chiamati a prendere la prima dose (e la seconda qualche tempo dopo).

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La lista dei residui: le liste di riserva per le dosi di vaccino avanzate a fine giornata

Adesso le cose sono cambiate: l’Azienda Usl Toscana Sud-Est ha preparato una form dove è possibile fornire l'”Adesione alla vaccinazione COVID per eventuali dosi avanzate” mentre nei prossimi giorni il servizio sarà disponibile in tutta la Regione sul portale prenotavaccino.sanita.toscana.it. Nel modulo online con cui è possibile segnalare “la propria disponibilità alla vaccinazione Anti-Sars-Cov-2 nel caso siano presenti dosi avanzate alla fine delle sedute di vaccinazione” si specifica:

La disponibilità ad essere vaccinati non precostituisce alcun diritto alla vaccinazione e viene utilizzata solo ed esclusivamente nel caso di dosi disponibili a fine seduta.

Possono presentare la propria candidatura solo i soggetti appartenenti a queste categorie:

  • Personale docente e non docente della Scuola;
  • Forze dell’ordine, Forze armate;
  • Persone nate tra il 1941 (che non hanno ancora compiuto 80 anni) e il 1950;
  • Conviventi o care giver di persone estremamente vulnerabili

Coloro che propongono la candidatura devono essere in grado di recarsi presso il centro vaccinale entro 20 minuti dalla chiamata. In Emilia-Romagna invece l’azienda sanitaria di Forlì ha invece una lista d’attesa parallela di persone già aventi diritto all’iniezione ma più avanti nel tempo. Queste persone vengono avvisate tempestivamente nel caso in cui vi siano rinunce o rimandi di vario titolo. A Messina e in Sicilia la prenotazione è stata chiusa dopo poche ore la scorsa settimana a causa delle troppe richieste.

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In fila per i vaccini residui: l’immunizzazione con AstraZeneca

Intanto gli italiani hanno accolto favorevolmente il nuovo via libera dell’Ema e dell’Aifa ad AstraZeneca. Si sono presentati negli hub e nei luoghi dove dopo 4 giorni di stop è ripresa la somministrazione del farmaco dell’azienda anglo svedese. Dal drive trought allestito dalla Difesa al parco Trenno di Milano alla Nuvola di Fuksas a Roma, le prenotazioni sono state dunque rispettate. Solo una piccola parte, stando a quanto comunicato dai diversi centri vaccinali, ha rinunciato a presentarsi. Evidentemente più degli allarmi hanno pesato le valutazioni degli esperti, con l’Aifa che ha ribadito come “i benefici del vaccino AstraZeneca superano ampiamente i rischi”.

Poi ci sono quelli in fila per i vaccini residui: il Fatto Quotidiano racconta oggi che anche l’Ats Sardegna ieri mattina ha dovuto lanciare un appello ribadendo che “solo le persone chiamate possono recarsi a ricevere il vaccino”. Così,  davanti molti dei circa 1.800 centri vaccinali italiani, si sono creati assembramenti fuori dalle strutture. Con tutti i rischi del caso.

Ma l’ordinanza firmata il 15 marzo dal generale Figliuolo disponeva che “le dosi eventualmente residue a fine giornata qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate (…) in favore di soggetti comunque disponibili al momento” ma “secondo l’ordine di priorità individuato dal piano nazionale”. Provvedimento pensato anche per evitare che le dosi in più finissero ad amici e parenti del personale sanitario, come accertato in diversi casi dai carabinieri.

Le Regioni hanno quindi creato delle “aliquote di riserva” e la prima a farlo è stata il Lazio. A Roma un 2% dei chiamati a vaccinarsi non si presentava e allora la procedura prevede l’invio di un sms a un gruppo casuale di persone già prenotate per la settimana successiva. In alternativa si affidano le dosi alle unità mobili per la vaccinazione a domicilio. Poi hanno cominciato anche Bolzano e Trento, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

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Intanto a Cremona le vaccinazioni finiscono male a causa di un errore di Regione Lombardia

Il tutto accade mentre ieri, a causa di un errore di gestione sul sistema di Aria, la società di Regione Lombardia che gestisce le prenotazioni della campagna vaccinale,  l’hub vaccinale di Cremona, in fiera, si è ritrovato praticamente deserto: medici, infermieri e volontari tutti mobilitati per garantire il numero di dosi programmato e solo 80 utenti presenti invece degli attesi 600. Così, a fronte di un buco di 500 prenotazioni, l’Asst ha iniziato a chiamare direttamente le persone e i sindaci di Cremona e dei Comuni limitrofi affinché provvedessero ad inviare una lista di persone da contattare. Obiettivo: evitare di sprecare anche una sola dose di vaccino.

Ma il tam tam subito scatenatosi fra i canali istituzionali e soprattutto sui social ha in poco tempo creato il problema contrario: troppe persone all’ingresso del polo. Tanto che con il rischio caos fin troppo evidente, è stata di nuovo la stessa Asst a rilanciare un nuovo appello: “Non venite qui, aspettate di essere chiamati. Continueremo a vaccinare le persone nelle categorie previste da questa fase del Piano vaccinale e quindi over 80, insegnanti, forze dell’ordine, personale sanitario ed extraospedaliero. Presentandosi di propria volontà si contribuisce alla creazione di file e di affollamento”.

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