Dalle Alpi alla Sicilia, l’Italia dei diritti e della pace oggi è in… Movimento. I Cinque Stelle si ritrovano a Roma contro la guerra in Ucraina e ai poveri

L’Italia dei diritti e della pace oggi è in... Movimento. I Cinque Stelle si ritrovano a Roma contro la guerra in Ucraina e ai poveri

Dalle Alpi alla Sicilia, l’Italia dei diritti e della pace oggi è in… Movimento. I Cinque Stelle si ritrovano a Roma contro la guerra in Ucraina e ai poveri

Da Milano a Palermo, il M5S scende in piazza a Roma per far sentire la sua voce. Dal decreto lavoro che ha favorito soltanto il precariato, alla guerra scatenata dal governo di Giorgia Meloni contro il Reddito di cittadinanza, passando per la Sanità che non funziona e per il continuare a investire miliardi di euro in armi per l’Ucraina.

Un disastro annunciato, quello delle destre, che dopo quasi otto mesi di governo è già arrivato al punto di rottura come hanno riferito a La Notizia numerosi pentastellati. “Questa nostra manifestazione serve a svegliare il governo Meloni troppo attento nel difendere gli interessi dei potenti per rendersi conto di quanto la doppia tenaglia rappresentata da inflazione e caro mutui stia mortificando le speranze e i sogni di milioni di giovani e famiglie. Il salario minimo non è solo una misura di civiltà necessaria a mettere fine alla vergognosa piaga dei salari da fame, ma avrebbe anche un effetto moltiplicatore alzando verso l’alto anche i salari intermedi. Tutti i lavoratori insomma ne beneficerebbero. Non c’è più tempo da perdere, imitiamo gli altri 21 Paesi europei dove il salario minimo esiste già e sosteniamo il potere di acquisto dei cittadini che oggi faticano ad arrivare alla fine del mese”, ha spiegato Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare M5S.

Lombardia

Un governo che è riuscito a scontentare letteralmente tutti. Così a Roma è presente anche una nutrita delegazione lombarda guidata dal capogruppo M5S al Pirellone, Nicola Di Marco, secondo cui: “In Regione il centrodestra ha distrutto il sistema sanitario regionale, trasformando la salute in un business, dove si cura solamente chi può permetterselo. Hanno precarizzato i lavoratori della sanità, dimenticandosi le promesse fatte durante la pandemia, hanno precarizzato i medici, incentivando la pratica dei ‘medici a gettone’, hanno smantellato le strutture territoriali aprendo la strada ad analoghi servizi erogati privati. Oggi siamo qui anche per difendere il diritto alle cure”.

Dura anche la consigliera regionale Paola Pollini: “Basta vite precarie significa anche basta morti per inquinamento. La Lombardia ha i dati peggiori per quanto concerne la qualità dell’aria e il centrodestra cosa fa? Invece che prenderne atto, va in Europa e chiedere di poter derogare regole e limiti, condannando noi cittadini. Siamo qui anche per dire basta a politiche ambientali precarie”.

Una situazione insostenibile puntualizza la consigliera M5S regionale Paola Pizzighini: “In Lombardia la precarietà riguarda anche i diritti. Con un dibattito surreale, portato avanti attraverso argomentazioni medioevali, il centrodestra in Consiglio Regionale ha scelto di non sostenere il Pride di Milano, rinnegando quanto votato solamente lo scorso anno. Una scelta che sottolinea come questo centrodestra non abbia alcuna intenzione di rendere stabili anche per le persone Lgbtq+, quelli che sono i diritti di tutti. Oggi siamo qui per chiedere anche questo”.

Piemonte

Se la Lombardia piange, neanche il Piemonte ride. Infatti qui “il Centrodestra chiude ambulatori e pronto soccorso, riduce i servizi, privatizza sempre di più la sanità. Nonostante gli ingenti stanziamenti del Governo Conte per le assunzioni di personale, siamo rimasti al palo, e chi già oggi opera nella sanità è sottoposto a turni massacranti e condizioni di lavoro indescrivibili. Come se non bastasse, siamo molto preoccupati per i soldi del Pnrr destinati a case ed ospedali di comunità, che rischiano di non essere spesi in tempi utili. La situazione è grave: i cittadini non riescono ad accedere ai servizi essenziali, le liste d’attesa sono lunghissime ed il ricorso ai privati è sempre più frequente” spiega Sarah Disabato, capogruppo M5S Piemonte.

Per il consigliere regionale M5S, Ivano Martinetti, i problemi sono fuori controllo: “Il primo maggio il Governo Meloni ha approvato il Decreto Precariato, togliendo diritti e garanzie ai giovani che entrano nel mondo del lavoro. Oggi siamo scesi in piazza per farci sentire. Il Piemonte ha assoluto bisogno di ospedali nuovi, funzionali e sostenibili sotto il profilo energetico, è necessario creare nuove strutture pubbliche senza per forza doverci accordare con costosi soggetti privati”.

Timori e preoccupazioni espressi anche dal consigliere regionale M5S, Sean Sacco, secondo cui “oggi scendiamo in piazza a Roma per garantire ai giovani un futuro dignitoso nell’Italia della precarietà voluta dal Centrodestra. Siamo qui contro un Governo che sta danneggiando l’economia, come dimostrano i dati sulla produzione industriale, per la prima volta in trend discendente dopo la pandemia Covid. Contro un Governo che non sta facendo nulla per accelerare la transizione ecologica, fondamentale per creare nuovi posti di lavoro e rendere l’Italia meno dipendente dai Paesi esteri. Contro un Governo che boccia il salario minimo in uno Stato nel quale perfino le famiglie che lavorano fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Questo Governo ha tolto la speranza a milioni di italiani. È ora di restituirgliela”.

Lazio

Sul piede di guerra anche i consiglieri regionali del Lazio. La capogruppo M5S alla Pisana, Roberta Della Casa, spiega: “Scendiamo in piazza per protestare contro le politiche di un Governo che si accanisce contro i più deboli e fa della precarietà una condizione permanente. È quasi una beffa che proprio il primo maggio, giorno della Festa del Lavoro, abbia approvato un Decreto ‘anti-lavoro’, con il quale liberalizza i contratti a termine e i voucher, obbligando di fatto i lavoratori ad accettare salari più bassi e impieghi più precari. Un Governo che nella legge di Bilancio e nel Def, ha tagliato i fondi per i pensionati e le risorse per la scuola pubblica e la Sanità, che andavano potenziate e non ridotte”.

Disagi che coinvolgono tutti, come spiega il consigliere regionale pentastellato Adriano Zuccalà: “A questo Governo non interessano le vite di chi vede aumentare le rate del mutuo o dell’affitto. Eppure, basterebbe avere il coraggio di tassare gli extraprofitti di banche, industrie belliche, multinazionali farmaceutiche e assicurative che in tempi di emergenza hanno aumentato a dismisura i propri ricavi e dedicare quelle risorse a chi non ce la fa. Dice no al salario minimo ormai presente in tutta Europa e dice no al reddito di Cittadinanza, l’unica misura che ha consentito a milioni di persone di far fronte alle spese quotidiane per il proprio sostentamento”.

Anche il consigliere M5S Valerio Novelli non le manda a dire: “Non possiamo accettare che un Governo non trovi i fondi per stabilizzare i contratti dei nostri ragazzi, dei ricercatori o degli operatori sanitari precari, ma li trovi per l’industria militare. Né possiamo accettare che ci siano impieghi pagati due o tre euro l’ora o che un cittadino che perde il lavoro venga lasciato solo”.

Dello stesso avviso il consigliere pentastellato, Marco Colarossi: “Diciamo basta alle politiche deplorevoli e dannose di un Governo a cui non interessa nulla delle vite precarie dei giovani. Vogliono un Paese fatto di lavoro a tempo determinato, nel quale per i giovani diventa impossibile programmare l’acquisto di una casa o crearsi una famiglia. Hanno reintrodotto i voucher e legalizzato lo sfruttamento dei lavoratori”.

Criticità e problemi contro cui si batte da tempo Paolo Ferrara, vicepresidente dell’Assemblea Capitolina e rappresentante al Consiglio nazionale M5S, che afferma: “Voglio lanciare un appello ai lettori de La Notizia. Voi conoscete le battaglie del M5S e sapete quanti danni stia facendo il governo Meloni. Sapete che dietro lo smantellamento del Reddito di cittadinanza e del Superbonus c’è l’intento di tagliare ogni tipo di supporto alle fasce più fragili e che a ogni approvazione all’invio di armi corrispondono meno investimenti sulla sanità e sulla scuola. E sapete che dietro ogni frana o alluvione ci sono politiche scellerate di abusivismo e consumo del suolo, che le destre hanno sempre sostenuto. Avrete letto, magari proprio qui su La Notizia, di come hanno approfittato dei giorni di lutto nazionale per Berlusconi al fine di varare una riforma della giustizia che è ripugnante. Se leggete queste pagine vuol dire che avete scelto un’informazione libera e senza filtri. Ora vi dico, informarsi serve ad agire, e adesso è il momento di agire”.

Campania

Dalla Campania la carica dei mille attivisti. Da piazza Garibaldi a Scampia passando per Fuorigrotta, e dall’area vesuviana alla penisola sorrentina e fino alla provincia nord. E questa è solo Napoli. Poi Avellino, Benevento, Caserta e Salerno completano la carica dei 20 bus partiti dalla Campania per arrivare a Roma.

Dalla regione con il maggior numero di percettori del reddito di cittadinanza e con gli indici di povertà tra più alti d’Italia il M5S campano chiede di invertire la rotta: “In pochi mesi il governo ha tagliato il reddito di cittadinanza, creato nuovo precariato, eliminato misure di crescita come il Superbonus, depauperato la sanità – dichiarano i consiglieri regionali del M5S Michele Cammarano, Vincenzo Ciampi e Gennaro Saiello e ha chiuso gli occhi sulle gravi difficoltà che affliggono la nostra società come il rincaro della vita, dei mutui e degli affitti. Tutto questo mentre le multinazionali accumulano profitti smisurati e si investe in armamenti. Vogliamo offrire alle persone nuova speranza, consapevoli che l’opposizione, per essere efficace, deve farsi sentire nelle piazze e non solo nel Palazzo”.

Nella piazza che vedrà anche associazioni come Arci, Acli, Libera il movimento pentastellato rivendica il consenso alle ultime elezioni e la rappresentanza dei ceti più colpiti dalla crisi sociale dovuta al binomio guerra e pandemia: “dalla Campania domani partiranno oltre 20 bus – sottolinea il coordinatore regionale del M5S Salvatore Micillo. più di mille persone si sposteranno dalle nostre province per un evento che solidifica il fatto che il M5S è la prima forza politica della regione. L’azione inadeguata e dannosa di questo governo, che continua ad ignorare i problemi di milioni di italiani, ha prodotto incertezza e precarietà. La premier Meloni ascolti la voce del popolo italiano e la smetta di girarsi dall’altra parte”.

Sicilia

Grande partecipazione all’evento anche da parte dei siciliani. Una trasferta a cui ha risposto presente il coordinatore siciliano M5S, Nuccio Di Paola: “La grande partecipazione riscontrata è la tangibile testimonianza di come siano in tanti a volere dire di ‘no’ alla precarietà cui il governo Meloni costringe le vite di tantissimi cittadini con contratti di lavoro indecenti che non gli consentono di pianificare le proprie vite e guardare al futuro con fiducia. Questo mentre l’esecutivo romano trova le risorse per le armi e taglia misure come il reddito di cittadinanza e mortifica il bonus 110 per cento e mentre le rate dei mutui volano senza che il governo Meloni faccia nulla per le famiglie condannate ad un futuro sempre più precario. Eppure, le risorse potrebbero essere a portata di mano, solo se si avesse il coraggio, e soprattutto la volontà, di tassare gli extraprofitti di banche, società assicurative e farmaceutiche che in tempi di emergenza hanno aumentato a dismisura i propri ricavi”.

Delegazione di cui fa parte anche la deputata regionale M5S, Roberta Schillaci: “Il governo Meloni non sta facendo nulla a livello economico e sociale soprattutto per le persone fragili, basti pensare che una misura come il reddito di cittadinanza è stata smantellata soprattutto per gli occupabili, cosa che metterà in difficoltà tante persone che ora arretrano nel Paese. Il M5S sarà sempre vicino ai cittadini e pertanto è giusto essere a Roma per dire basta alle vite precarie”.

Critica anche la deputata regionale, Cristina Ciminnisi: “Sembra che il governo Meloni non si accorga delle vere urgenze del Paese, costretto a fare i conti con l’ aumento incontrollato dei prezzi e prospettive di precariato che rischiano di soffocare le ambizioni di migliaia di giovani, soprattutto nel Sud Italia. Siamo a Roma per dire basta vite precarie”.

“È giunto il momento di lanciare un segnale forte a questo governo che, oggi, mette agli ultimi posti milioni di giovani italiani per cui non vengono previste politiche dignitose relativamente al lavoro. Invece che far passi avanti, si torna terribilmente indietro, vedasi il ritorno dei ‘voucher’, che sappiamo esser stati la ‘legittimazione’ dello schiavismo per tanti ragazzi, soprattutto nuovi al mondo del lavoro. Per questo, è importante esserci e far sentire la propria voce” spiega la deputata siciliana M5S, Martina Ardizzone.

di Davide M. Ruffolo e Giuseppe Manzo