L’Italia s’è desta sui marò. Massimiliano Latorre può restare nel nostro Paese. Ma ora si attende la sentenza del tribunale dell’Aja

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Continua l’infinita querelle sui due Marò. È infatti finalmente arrivato ieri il via libera della Corte Suprema indiana su Massimiliano Latorre che  potrà rimanere in Italia altri cinque mesi fino alla conclusione dell’arbitrato internazionale. Si tratta sostanzialmente di una decisione che rispecchia le stesse condizioni già disposte per l’altro marò Salvatore Girone: riconoscimento delle garanzie scritte individuali e dello Stato italiano, restituzione del passaporto e il dovere di recarsi una volta al mese in un commissariato, oltre alla trasmissione di un rapporto trimestrale italiano sulla situazione. Lo Stato indiano, invece, ogni tre mesi manderà alla Corte Suprema un bilancio sullo svolgimento dell’arbitrato in corso all’Aja, che, con tutta probabilità, non porterà a una sentenza di merito prima del 2018.

L’ULTIMO CAPITOLO – Dunque si è aggiunto un nuovo capitolo alla vicenda iniziata a febbraio 2012, quando due pescatori indiani furono uccisi al largo delle coste del Kerala dai colpi esplosi dalla petroliera battente bandiera italiana, Enrica Lexie. Le autorità del Kerala accusarono i due fucilieri di Marina, che erano a bordo della nave in servizio anti-pirateria, di essere i responsabili della loro morte. Latorre è già in Italia da due anni, da quando la Corte Suprema indiana gli ha concesso il rimpatrio per cure mediche dopo aver avuto un ictus a New Delhi nell’agosto 2014. Finora gli erano sempre state concesse successive proroghe e l’ultima scadeva il 30 settembre prossimo. I suoi avvocati però hanno chiesto e ottenuto che possa attendere in Italia che il tribunale internazionale decida quale Paese, se Italia o India, abbia la giurisdizione sul caso: esattamente come è già stato concesso all’altro fuciliere di Marina rimasto implicato nel caso, Salvatore Girone. In una nota la Farnesina ha fatto sapere di aver accolto con soddisfazione la decisione della Corte Suprema indiana. “Si tratta di un passaggio importante, sostiene la Farnesina, che riconosce l’impegno intrapreso dal Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due Fucilieri di Marina. Con identico impegno l’Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento arbitrale, che entra ora nel merito del caso della Enrica Lexie”.