L’Italicum diventa legge. Ecco il nuovo sistema elettorale. Sì della Camera con 334 voti a favore, 61 i contrari

Passa l’Italicum. Alla Camera la nuova legge elettorale incassa 334 voti a favore. Sono 61 quelli contrari. Si è votato a scrutinio segreto e non hanno partecipato Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega, Fratelli d’Italia e Sel. Hanno preferito abbandonare l’aula di Montecitorio. “Ci hanno detto “non ce la farete mai”. Si erano sbagliati, ce l’abbiamo fatta! Coraggio Italia, è #lavoltabuona», ha scritto su Twitter Maria Elena Boschi.

ECCO COSA CAMBIA
L’Italicum non entrerà in vigore prima del 1 luglio 2016. Ma quali sono gli elementi fondamentali della nuova legge eletttorale? Si tratta di un sistema proporzionale. Al riparto dei seggi potranno partecipare le liste che superano almeno il 3%. È prevista anche una soglia per le minoranze linguistiche nelle regioni che le prevedono: lo sbarramento è del 20% dei voti validi nella circoscrizione dove si presenta. Dalle attuali 27 circoscrizioni si passa a circoscrizioni di dimensione minore, circa 100 i collegi in ognuno dei quali verranno presentate mini-liste, in media di 6 candidati. Soltanto i capilista saranno bloccati, dal secondo eletto in poi conteranno le preferenze. Se la lista più votata dovesse ottenere almeno il 40% dei voti otterrà un premio di maggioranza. Il premio assegnerà alla lista più votata 340 seggi su 617 (sono esclusi dal calcolo il seggio della Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero). Se invece nessun partito o coalizione arrivasse al 40% scatterebbe un secondo turno elettorale per assegnare il premio di maggioranza. Ovviamente dando per scontato che otterrà la fiducia totale della Camera.

LA POLEMICA DELLA MATTINA
L’Italicum vede il traguardo mentre Forza Italia annuncia che non parteciperà al voto finale sull’Italicum. A dare l’annuncio per Forza Italia è il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta: “Abbiamo deciso di non partecipare a questa infausta giornata per la democrazia italiana e per la democrazia parlamentare”. Brunetta ha anche aggiunto che pure le altre opposizioni non parteciperanno alla votazione. Anche se in molti gruppi il dibattito appare ancora aperto. L’Aula della Camera riprende l’esame della legge elettorale. Sono 65 gli ordini del giorno al testo, su cui la scorsa settimana il governo ha incassato tre fiducie, che dovranno essere illustrati e votati dall’Assemblea