L’Italicum va in gol: 1-0 per Renzi

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di Fausto Tranquilli

Non sono mancati mal di pancia e preoccupazioni. Neppure spaccature, interne agli stessi partiti, e prove di forza. Alla fine, però, sulla nuova legge elettorale, denominata Italicum, Matteo Renzi il primo importante risultato è riuscito a portarlo a casa. Il patto siglato al Nazareno tra il rottamatore, nel frattempo diventato premier, e il Cav, messo fuori dal Parlamento ma ancora vero leader del centrodestra, ha retto. La norma, che detta nuove regole per eleggere i rappresentanti alla Camera dei deputati, a Montecitorio è passata. Ora la battaglia si sposta al Senato.

Il voto
Dopo le schermaglie dei giorni scorsi, soprattutto quelle sulle quote rosa, l’Italicum è stato approvato alla Camera con 365 voti favorevoli, 156 contrari e 40 astenuti. A sostenere la legge sono stati il Pd, nonostante le divisioni interne sul provvedimento e fin dall’inizio sull’accordo tra Renzi e Berlusconi, Forza Italia, seppure diverse deputate non hanno gradito il mancato inserimento della rappresentanza di genere, e il Nuovo Centrodestra, che non può dormire sonni tranquilli con una norma che taglia fuori i piccoli partiti ma che nell’immediato ha bisogno di mantenere saldo l’ex sindaco di Firenze a Palazzo Chigi, per continuare anche il partito di Alfano a poter far parte dell’esecutivo. Contrari invece Sel, i cui rappresentanti hanno protestato impugnando la Costituzione, il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord, il Psi e Fratelli d’Italia, mentre ad astenersi, sperando che il provvedimento venga rivisto, sono stati Scelta civica e i Popolari di Mario Mauro.

Lo scenario
L’Italicum passato alla Camera prevede le soglie di sbarramento: 8% per i partiti che corrono da soli, 4,5% per quelli inseriti nelle coalizioni e 12% per le coalizioni di liste. Il premio di maggioranza è previsto per il partito che raggiunge il 37%. In caso contrario si va al ballottaggio. A chi ottiene il premio andranno tra il 52 e il 55% dei seggi. I collegi elettorali saranno non più di 120, corrispondenti in larga parte alle attuali province, ognuno con circa 500 mila elettori e in grado di eleggere fino a 6 deputati. Come era con il Porcellum però, nonostante tale aspetto fosse uno dei punti maggiormente criticati della legge scritta dal leghista Roberto Calderoli e dichiarata incostituzionale, niente preferenze. Gli elettori non possono scegliere quale deputato votare, essendo le liste bloccate. Previste infine le candidature multiple, con aspiranti onorevoli che possono candidarsi in collegi diversi, fino a un massimo di otto. L’Italicum è inoltre previsto solo per la Camera e per tutte le regioni ad eccezione del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta, dove invece è previsto il voto con il vecchio Mattarellum. Per il Senato, infine, se non verrà abolito prima, il voto sarà con il proporzionale puro venuto fuori dalla sentenza della Consulta, il cosiddetto Consultellum.

Secondo round
La legge passa ora al vaglio di Palazzo Madama. C’è chi parla di seri rischi per Renzi, visto che in Senato i numeri a disposizione del premier sono inferiori, ma anche chi appare più tranquillo, visto che il voto è palese e non segreto come alla Camera, evitando così possibili tradimenti. Un secondo problema è però quello su eventuali modifiche alla norma. Numerosi i parlamentari, anche democratici o azzurri, che puntano a qualche aggiustamento nel corso del dibattito in Senato. Tanto il presidente del Consiglio quanto Silvio Berlusconi non sembrano però propensi a cambiare altro. Per i due la legge elettorale è quella che hanno deciso insieme, dopo che per 8 anni si parlava di cambiare il Porcellum, che un provvedimento del genere fosse una priorità, ma senza riuscire a far nulla. Prima di gridare vittoria Renzi dovrà così sudare ancora. E sperare che non scatti l’incostituzionalità anche per l’Italicum.

Le reazioni
di Antonio Rossi

Gli interventi pubblici per parlare agli italiani del lavoro svolto in Parlamento sono preistoria. I videomessaggi di Berlusconi dietro la scrivania appartengono al passato. Nel terzo millennio, quello della comunicazione in tempo reale e dei social network, anche nei Palazzi si cinguetta. Polemiche e dichiarazioni volano via Twitter. Ed è stato così pure per l’Italicum. Tra un cinguettio e l’altro emergono così posizioni di singoli e partiti, difficoltà e malumori. Appena incassati i 365 sì, il premier Matteo Renzi ha subito cinguettato: “Grazie alle deputate e ai deputati. Hanno dimostrato che possono davvero cambiare l’Italia. Politica 1, Disfattismo 0. Questa è la Svoltabuona”. Non poteva lasciarlo solo nel cinguettio la fedele ministra Maria Elena Boschi: “Primo vero risultato alla Camera”. Twitter veicolo per propagandare vittorie. Ma anche clava per assestare colpi all’interno dello stesso partito del presidente del Consiglio. Proprio come quelli assestati cinguettando dall’ex segretario Pierluigi Bersani: “A Renzi potrà apparire strano, ma c’è gente che non sa cosa voglia dire complotto. Farebbe bene a ringraziare che, nonostante problemi seri, il gruppo ha tenuto. Renzi dovrebbe ringraziare i deputati che hanno votato”. Giusto per ricordare all’ex sindaco che parte del partito non lo ama e soprattutto non digerisce il suo feeling con Berlusconi. Senza contare i messaggini che arrivano proprio da Forza Italia, come con il tweet di Annagrazia Calabria: “La Camera ha approvato la legge elettorale. Grazie alla serietà di Forza Italia”. O quello di Micaela Biancofiore, che ha votato contro l’Italicum, sostenendo che consegna il Trentino, la sua terra, alle minoranze, lasciando lì in vigore il Mattarellum: “No al Matterellum per il Trentino”. Per non parlare di Renata Polverini: “Berlusconi e Renzi hanno posto pietra angolare della prima vera riforma”. Non poteva mancare Beppe Grillo, leader dei pentastellati: “Pregiudicatellum, una riforma elettorale incostituzionale per tanti motivi”. Dura Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia: “L’attuale sistema elettorale è una porcata, l’Italicum non cambia questa situazione”. E Angelino Alfano? L’unico che crede ancora che il suo partito abbia contato qualcosa sull’Italicum: “Ok legge elettorale. Buon lavoro, migliorabile al Senato. Ncd sarà ancora protagonista”.