Luna Reyes: la valanga di odio contro la volontaria della Croce Rossa che abbraccia il migrante a Ceuta

luna reyes
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Luna Reyes è la volontaria della Croce Rossa ritratta in una fotografia mentre abbraccia un migrante salvato a Ceuta. Accanto alle parole di solidarietà nei suoi confronti si è però sviluppata una campagna d’odio. Fatta, racconta oggi La Stampa, di insulti e allusioni sessuali: “Basta buonismo: l’immigrato voleva toccarle il seno”, si spinge a scrivere una opinionista tv con simpatie per l’estrema destra.

Luna Reyes: la valanga di odio contro la volontaria della Croce Rossa che abbraccia il migrante a Ceuta

Da lì in poi viene giù di tutto, c’è chi scava nel passato, chi trova delle foto di lei in piscina con le amiche, qualcuno individua un suo fidanzato di colore. “Se ti piacciono tanto i neri vai direttamente in Marocco”, le scrivono. Il quotidiano ha intervistato il padre. “Mia figlia è spaventata e indignata – ha raccontato Luis Reyes, al telefono dalla sua casa di Mostoles, l’hinterland di Madrid -. Tutto è nato  quando la sindaca della nostra città ha fatto un post dichiarando il suo orgoglio verso il gesto di Luna («Orgullo mostoleño»). A quel punto sono comparsi i primi commenti razzisti e maschilisti”.

Dopo quell’abbraccio, Luna non ha più visto il ragazzo senegalese, di cui nemmeno è riuscita a capire il nome. Il suo timore è che sia stato rimpatriato a forza. In uno delle “restituzioni a  caldo”, che la Spagna pratica con il Marocco: “Parlava in francese, contava con le dita, io non capivo nulla. Ma sono convinta che mi stesse dicendo il numero dei suoi compagni morti in questo viaggio”, ha raccontato commossa, alla tv pubblica spagnola.

La storia di Luna e di quell’abbraccio finito sotto l’odio

“L’ho solo abbracciato”, ha detto alla televisione pubblica spagnola Rtve. In quel momento, ha aggiunto, le è parsa la risposta “più normale del mondo” a una “richiesta di aiuto”. Reyes ha raccontato che il giovane — di cui ha perso le tracce poco dopo senza neanche riuscire a sapere il suo nome — aveva appena attraversato a nuoto il confine tra il Marocco e la Spagna insieme ad un amico, apparso in gravi condizioni. “Era disperato, pensava che stesse morendo”, ha affermato. Il suo timore adesso è che il ragazzo sia uno delle migliaia di migranti già riconsegnati al Marocco (su 8.000 arrivi tra lunedì e martedì, sono già almeno 6.000 le persone allontanate o tornate indietro spontaneamente, secondo il governo spagnolo).

Lei, madrilena, si è trovata nel cuore dell’emergenza perché a Ceuta sta svolgendo un tirocinio. Come nel caso di un’altra foto simbolo di questa situazione senza precedenti nell’enclave spagnola — un agente della Guardia Civil ritratto in mare mentre salvava un neonato —, l’abbraccio tra Luna e il migrante senegalese in poche ore ha fatto il giro del web. Molti l’hanno accompagnata con l’hashtag #GraciasLuna, una campagna di solidarietà che ha raccolto le adesioni anche di esponenti del governo: “È molto più di una foto. È un simbolo di speranza e solidarietà”, ha commentato la vicepremier Yolanda Díaz.

Intanto, secondo le informazioni dal posto, sembra essere tornata una relativa calma sul confine. Il Marocco ha ristabilito i controlli alla frontiera. Adesso la “preoccupazione principale” di Madrid è l’accoglienza dei minori rimasti a Ceuta, almeno 850 secondo le ultime cifre. Le tensioni diplomatiche correlate all’emergenza — scatenatasi quando Rabat, che cerca appoggi internazionali riguardo al conflitto per il Sahara Occidentale, ha smesso di pattugliare il confine con la Spagna — non si sono però esaurite. “Non accetteremo nessun ricatto”, ha detto la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles. Già da ieri sera Rabat sta comunque accettando il rimpatrio organizzato di tutti i suoi cittadini.

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