L’Unione europea si accorge dei marò

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di Angelo Perfetti

Adesso si muove anche l’Unione europea. Timidamente, senza troppa convinzione, ma almeno si muove. Certo, se l’Italia invece di usare un profilo talmente basso da risultare invisibile avesse posto prima il problema dell’incompetenza dei tribunali indiani sul caso dei marò forse qualcosa si sarebbe sbloccata prima. Ma tant’è. A due anni dalla prigionia ci dobbiamo accontentare delle dichiarazioni di Barroso che ieri ha dichiarato che “la Ue continua a seguire caso molto da vicino e incoraggia l’India a trovare una soluzione  soddisfacente per tutti. Come detto, il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, è stato morbido. Unica forzatura degna di nota quando ha sottolineato  che “la Ue è impegnata a combattere la pirateria ed è profondamente contraria all’uso della pena di morte”. Un po’ poco ma meglio di niente. Letta comunque è contento: “A Bruxelles Barroso ha risposto positivamente e con forza alla nostra sollecitazione di rendere europea la questione La vicenda giudiziaria”.

La vicenda giudiziaria

I legali dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone risponderanno oggi ad una  convocazione fissata dal giudice speciale della Session Court di New Delhi, Darmesh Sharma, a cui la pubblica accusa indiana vorrebbe trasferire la tutela giudiziaria dei marò. Nelle due precedenti udienze la difesa degli italiani ha decisamente contestato la legittimità della richiesta, in primo luogo per la persistente assenza, dopo ben due anni dall’inizio della vicenda, di precisi capi d’accusa nei loro confronti. E  contemporaneamente per il fatto che la polizia investigativa Nia si propone, a quanto è emerso, di accusare i marò utilizzando una legge per la repressione della pirateria (Sua Act) che la obbliga a chiedere la pena di morte, capovolgendo inoltre l’onere della prova.

La difesa di Confitarma

“Grazie all’utilizzo di team armati  a bordo delle navi mercantili gli attacchi dei pirati, soprattutto  nell’area dell’Oceano Indiano, sono drasticamente diminuiti”. Il presidente di Confitarma, Emanuele Grimaldi, all’Adn Kronos, che prosegue:  “Occorre tenerne conto, dato che la principale preoccupazione è quella di salvaguardare la vita dei nostri equipaggi che operano in aree pericolose. Non dobbiamo dimenticare – spiega il presidente di  Confitarma – tra i vari precedenti, il sequestro del mercantile Savina Caylyn e del suo equipaggio, per quasi un anno nelle mani dei pirati somali. Gli armatori italiani sono estremamente grati alla Marina Militare per lo straordinario impegno che, dal novembre 2011, ha assicurato protezione alle navi italiane nell’Oceano Indiano, e siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, ottenuti a seguito dell’intenso lavoro con le varie componenti dell’Amministrazione”.

La delegazione parlamentare

La delegazione parlamentare che si è recata in India nel giorni scorsi, incontrerà i presidenti della Camera Laura Boldrini alle ore 10 di giovedì, e del Senato Pietro Grasso alle ore 12. La delegazione ha chiesto di incontrare i presidenti dei due rami del Parlamento per illustrare gli esiti della missione a Delhi e le ulteriori iniziative  che le commissioni Esteri e Difesa intendono assumere.