Mafia, un disegno vi incastrerà. Così lo schizzo di Angela Tocco ha svelato rapimento e omicidio del padre 17 anni dopo: 4 arresti

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È stato un disegno di una bambina di soli sei anni a incastrare Cosa nostra e i killer del padre. Angela Tocco, infatti, allora aveva solo sei anni. Suo padre Giampiero fu rapito davanti a lei e poi ucciso da Cosa nostra a ottobre del 2000. La piccola attraverso il disegno svelò agli investigatori la dinamica del sequestro riproducendo la scena che aveva vissuto.

Un disegno fondamentale per incastrare i mafiosi autori dell’omicidio. Angela, racconta nel disegno, era in auto col padre, quando quattro mafiosi travestiti da poliziotti lo fermarono intimandogli di accostare. Tocco, sospettato dai carabinieri dell’omicidio del boss Giuseppe Di Maggio, era intercettato. Nella macchina erano state piazzate delle microspie che captarono l’angosciosa telefonata fatta dalla bambina alla mamma. “Mamma i poliziotti l’hanno portato via, l’hanno arrestato”, le disse piangendo. E la madre tentò di rassicurarla e cercò di capire dove si trovasse.

Il disegno della piccola, ormai adulta, fece finire in cella alcuni dei responsabili dell’omicidio: come i mandanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Oggi, grazie alle dichiarazioni del pentito Antonino Pipitone e anche grazie a quel disegno utilizzato dai carabinieri, sono stati individuati gli altri quattro presunti responsabili che ancora mancavano all’appello. Si tratta di Freddy Gallina, Vincenzo e Giovan Battista Pipitone e Salvatore Gregoli.

Da quanto emerso grazie alle testimonianze anche di altri due pentiti, Francesco Briguglio e Gaspare Pulizzi, è stato accertato che Antonino Pipitone e Salvatore Gregoli inscenarono (con l’aiuto di Freddy Gallina, Gaspare Pulizzi, Damiano Mazzola, Sandro e Salvatore Lo Piccolo che fungevano da “staffetta”), il finto posto di controllo della Polizia, indossando delle apposite pettorine ed utilizzando un’autovettura con lampeggiante per fermare il fuoristrada, sequestrare Tocco e condurlo in un’abitazione a Torretta.

Secondo le accuse, Giovan Battista e Vincenzo Pipitone, poi, insieme ai Lo Piccolo interrogarono e poi strangolarono la vittima, mentre Pulizzi e Gallina, nei giorni precedenti il delitto, effettuarono i sopralluoghi preliminari lungo l’itinerario partecipando poi alla staffetta di supporto ai finti poliziotti.