Mancava solo il rito Vudù. Così Salvini si finge un martire. Dal processo a Catania alle aggressioni e la magia nera. La propaganda leghista non sa più che inventarsi

di Giuseppe Vatinno
Politica

Matteo Salvini è animale politico scaltro e pericoloso, che sfrutta qualsiasi possibilità per farsi solo i propri interessi e lo fa in una maniera molto efficiente, nascondendo i suoi atti egoistici dietro una patina di finta simpatia, di pacche sulle spalle, di buon cameratismo. Del resto è la tecnica preferita dai demagoghi e lui lo è in grande grado. Tutto è buono per distrarre l’attenzione dai suoi veri problemi politici e giudiziari, gli unici che devono interessare l’opinione pubblica. Così l’aggressione della cittadina congolese che gli strappa il crocefisso si trasforma subito in un rito magico – Vudù, secondo la grancassa della stampa di destra – disprezzando, peraltro, una profonda cultura autoctona.

Oppure il finto (?) annuncio del lancio col paracadute prima annunciato con grandi strombazzamenti, poi annullato, poi solo rimandato, il tutto con il fine di impossessarsi della memosfera mediatica e piazzare farloccherie che distraggono dai suoi veri problemi. E così facendo stende una cortina fumogena sulle sue tante magagne. Il processo penale a Catania, Zaia che surclassa la lista leghista in Veneto, l’arresto dei commercialisti, il crollo verticale nei sondaggi, la perdita del potere totale o quasi per una stupidata, la “conquista del sud” mai effettuata. L’anno scorso le bevute in spiaggia, la discoteca, i cibi spazzatura di cui è un gran ghiottone (come molti italiani), la mistica dell’eccesso celebrata in pubblico, il mito dell’uomo forte che gli è costato il governo e quando è alle corde si rifugia scaltramente nell’icona del “buon cristiano”, affettuoso, devoto etc etc.

Dopo che gli fu strappato il crocefisso disse che era sconvolto perché quello era un simbolo di pace. Ma ha mai letto il Vangelo il leader padano? Forse il Cristo che si è costruito è un suo delirante sproloquio di un io ingovernabile. Gesù ha detto infatti (secondo Matteo, guarda caso): “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Cioè l’esatto opposto di quello che fa Salvini che mostra un profondo e radicato sprezzo fattuale per i valori evangelici.

Eppure il meccanismo di rimozione è lo stesso di quello che utilizza nei suoi apprezzamenti irrazionali per i No Mask e cioè la negazione. Salvini, come molti del resto, si difende negando semplicemente l’evidenza. Vorrebbe essere cristiano, anzi cattolico, ma essendo in profonda contraddizione con i suoi valori nega semplicemente la contraddizione e così pensa che tutto sia risolto. Salvini attacca Papa Francesco per le sue aperture verso i migranti che però sono il fondamento di quello stesso Vangelo che il padano, a parole, solo a parole, dice di guidarlo. Francesco è il suo capo spirituale, ma solo sulla carta perché c’è un Salvini 1 che finge di essere cattolico e un Salvini 2 che è invece un cultore pagano del Dio Po e di cui distilla allegramente le acque celtiche.

Ma il re è nudo e qualcuno glielo deve pur dire ma non abbiamo mai visto un giornalista che glielo chiedesse. “Salvini, mi dice una sola cosa cristiana che lei ha fatto nella sua vita?”. Farfuglierebbe qualcosa di insensato e magari correrebbe a mangiare la Nutella per consolarsi del destino cinico e baro che lo ha perduto quando vagheggiava il potere assoluto ed ora è ridotto ad annunciare salti nel vuoto col paracadute che poi rimanda di giorno in giorno solo per fare parlare un po’ di sé. Invero una triste fine per chi si credeva l’imperatore del mondo e ora non lo è neppure più di Varese.