Mango sul palco fino alla fine. Colpito da infarto durante un’esibizione a Matera. Una voce inimitabile. E i brani sempre in italiano

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Una voce inimitabile. Riconoscibile tra tutte. Una scelta rigorosa: cantare sempre in italiano. Un sodalizio professionale con il fratello Armando, autore di molti testi. Una vita privata riservata. Questo era Pino Mango, stroncato da un infarto sul palco (al Pala Ercole di Policoro, in provincia di Matera) a soli 60 anni. È morto come Lucio Dalla. Cantando e strappando applausi dal suo pubblico fino all’ultimo respiro. Mango si era imposto negli anni ‘80 grazie al timbro e alla estensione vocale, che gli permisero di inventare uno stile inconfondibile con continui cambi di pendenza vocale, con salite e discese che pochi artisti sanno fare. Era considerato il re del semi-falsetto.

I BIG AMAVANO LE SUE CANZONI
Nel 1975 incise il suo primo disco La mia ragazza è un gran caldo. Patty Pravo ne inserisce due brani nel suo albun Tanto. Anche Mia Martini è attratta dalle melodie di Mango e sceglie Se mi sfiori per il proprio album Che vuoi che sia… se t’ho aspettato tanto. Mango il successo lo ottiene negli Anni ’80. Nel 1984 presenta un provino a Mara Maionchi (Fonit Cetra): il testo era di Armando Mango dal titolo Mama Woodoo, ma fu riscritto da Mogol e il brano divenne Oro, il primo grande successo di Mango. Partecipa più volte a Sanremo. Nel 1985 con Il viaggio. Nel 1986 con Lei verrà spopola (oltre 150.000 copie vendute). Firma la sigla del festival Io nascerò cantata da Loretta Goggi e Re, con cui Loredana Berté si esibisce all’Ariston in versione pre-maman. Nel 1987 con il brano Bella d’estate, scritto con Lucio Dalla, ottiene il maggior successo: vende 350.000 copie e conquista tre dischi d’oro.

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