La Manovra non tornerà in Consiglio dei ministri. Sciolto il nodo sulle modifiche al Reddito di cittadinanza. Continua il pressing M5S sul Superbonus

Manovra Palazzo Chigi
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La Manovra (leggi l’articolo), che con ogni probabilità approderà venerdì al Senato, dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato (leggi l’articolo), non tornerà in Consiglio dei ministri, come in un primo momento si era appreso. “Il disegno di legge di Bilancio è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri nella riunione di giovedì 28 ottobre. Per questo motivo non si rende necessario alcun nuovo passaggio o esame in Cdm” hanno precisato fonti di Palazzo Chigi.

L’ultimo nodo da sciogliere, al centro del dibattito tra le forze di maggioranza, riguardava il cosiddetto decalage del Reddito di cittadinanza che, secondo quanto ha anticipato oggi il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli (M5s), scatterà “dopo la prima domanda di contratto congruo rifiutata”. “Tutto il resto delle disposizioni – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo -, già presentate nella richiesta contenuta nella legge di Bilancio come uscito dal Cdm, rimangono inalterate”.

“Ma per noi – ha spiegato ancora Patuanelli – era fondamentale che il decalage partisse dopo il primo rifiuto e non in modo automatico. Il tavolo di questa mattina era legato ad alcuni elementi di dettaglio di modifiche che la legge di Bilancio propone per il Reddito di cittadinanza. In particolare, per noi era fondamentale che il decalage partisse da un elemento di decisione presa dal precettore e non in modo automatico, perché è chiaro che noi puntiamo a ricollocare tutte le persone che hanno accesso al reddito di cittadinanza; ma il decalage non può partire dopo tre mesi, ad esempio, e quindi questa nostra proposta è stata accolta”.

In vista di un possibile ritorno della Manovra in Consiglio dei ministri, i deputati M5S Riccardo Fraccaro, Luca Sut e Patrizia Terzoni erano tornati a sollecitare il Governo a inserire nel testo le modifiche necessarie a prorogare il Superbonus 110% anche per i detentori di abitazioni unifamiliari ed edifici indipendenti (leggi l’articolo). “Serve una linea di indirizzo chiara da parte dell’Esecutivo – affermano i deputati pentastellati -: il disegno di legge di Bilancio che andrà in Gazzetta Ufficiale deve contenere la proroga anche per questa tipologia di edifici, rimuovendo sia il tetto dei 25.000 euro Isee sia la data del 30 settembre 2021 come termine per presentare le comunicazioni agli uffici comunali. Il presidente Draghi e il ministro Franco prendano atto della richiesta che giunge da tutte le forze politiche e inseriscano in Manovra le proposte di modifica messe a punto dal Movimento 5 Stelle”.

“Abbiamo messo sul tavolo un’opzione alternativa – concludono Fraccaro, Sut e Terzoni – che non crea ostacoli neanche sul fronte delle coperture, per cui non c’è ragione di attendere oltre. Non possiamo lasciare centinaia di migliaia di famiglie, tecnici e imprese nel limbo. Il Parlamento farà la propria parte ma è importante che il Governo metta subito un punto fermo”.

Leggi anche: Sale il pressing sul Superbonus. Il tetto Isee nel mirino del M5S. Si allarga il fronte per tornare all’incentivo senza limiti. La Lega a favore, ma spara sul Reddito di cittadinanza.

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