Marina accusa: la decadenza è quella delle istituzioni

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di Alessandro Ciancio

Per il Parlamento è «una brutta giornata», dice il leader di Nuovo centrodestra Angelino Alfano, subito dopo il voto del Senato. Già, dover assistere alla eliminazione dalla vita pubblica del proprio padre politico non è il massimo. «Noi rivendichiamo questi ultimi venti anni e rivendichiamo le battaglie condotte in tema di giustizia. A questo punto anche il Pd non ha più alibi» afferma il vice premier, che promette: «La riforma della giustizia non può e non deve uscire dell’agenda del Parlamento e del governo». Vedremo se sarà davvero così. Per Guglielmo Epifani, segretario a tempo quasi scaduto del Pd, quella di ieri è stata invece «una giornata importante nella storia del Paese: c’è stata l’affermazione dello Stato di diritto e il rispetto della regola base che siamo tutti uguali di fronte alla legge». Altra affermazione che dovrà essere confermata dai fatti. Intanto, però, ieri sera sono spuntati i calici di prosecco alla buvette per alcuni deputati grillini che hanno “festeggiato” il voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Brindisi e foto di gruppo, scattata da Girolamo Pisani e che consegna alla storia spicciola l’immagine sorridente dei deputati Massimo De Rosa e Cristian Iannuzzi. Ma il vero dato del giorno sono le parole di Marina Berlusconi, primogenita di Silvio. «La politica si pentirà di essersi arresa alla magistratura» afferma la presidente della Mondadori. «L’Italia non merita di vedere l’uomo che milioni di italiani hanno scelto con il voto venire allontanato da uno dei luoghi più solenni della Repubblica, in base ad una assurda condanna senza prove e calpestando principi costituzionali, normative, prassi minime di civiltà. Una violenza di questo tipo rappresenta una macchia che peserà sulla storia del nostro Paese. La vera decadenza – conclude Marina – è quella imboccata dalle nostre istituzioni: sono loro, e non mio padre, ad uscire profondamente umiliate dallo scempio cui ci è toccato assistere». Una dichiarazione che non può che rilanciare tra gli osservatori l’ipotesi di una sua prossima discesa nell’agone politico. Tema del quale avrà sicuramente parlato ieri sera con il padre, nella consueta riunione di famiglia ad Arcore. In fondo sarebbe un fil rouge più che logico: da Berlusconi a Berlusconi, nel segno di Forza Italia.