Marò che magia! Dal Pd ai 5S tutti dalla stessa parte. Dalla Trenta alla Meloni, sulla sorte dei due fucilieri della Marina non c’è divisione

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Una volta tanto succede anche questo: maggioranza e opposizione, pur restando distanti e stando molto attente a non citarsi mai, viaggiano di pari passo, concordando sulla strategia adottata dal nostro Paese. La vicenda che ha accomunato l’impossibile è quella riguardante i due marò. Una delle prime a commentare è stata, manco a dirlo, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “Il governo italiano ha massima fiducia nel Tribunale arbitrale internazionale”., ha detto il ministro, che poi si è rivolta direttamente a Girone e Latorre: “non siete soli. Né voi, né le vostre famiglie. Vi mando un forte abbraccio a nome del governo e di tutta la Difesa”. Di uguale avviso anche l’ex ministro, Roberta Pinotti che, d’altronde, ha avviato l’arbitrato internazionale nel 2014. “Come da quando abbiamo cominciato l’arbitrato – ha detto non a caso la senatrice dem – anche oggi ritengo che la posizione che allora abbiamo assunto sia quella giuridicamente corretta, oltre che quella più auspicabile. Mi auguro quindi che possa essere riconosciuta dalla Corte”. Vicinanza è stata espressa anche da Matteo Salvini e Giorgia Meloni che, non a caso, sin dall’inizio della vicenda – sette anni fa – hanno sottolineato l’ingiusta detenzione dei due fucilieri ad opera dell’India. “Sempre al fianco dei nostri militari perché difendono la nostra sicurezza, i nostri confini, il nostro orgoglio e la nostra dignità”, ha scritto su Facebook il ministro dell’Interno. Concetto ribadito a ruota anche dalla leader di FdI.