Nell’accordo quadro di programma per un governo di centrodestra, presentato alle elezioni politiche del settembre di quattro anni fa, le destre avevano inserito al quinto punto il “Sostegno alla famiglia e alla natalità”. Tra i vari punti c’erano l’allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia; un piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido aziendali, ludoteche; riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti e servizi per l’infanzia” e via discorrendo. Al punto 14 trovavamo “Scuola, università e ricerca” con l’obiettivo di rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico; un piano per l’eliminazione del precariato del personale docente e investimento nella formazione e aggiornamento dei docenti; ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia scolastica e residenze universitarie e via dicendo. Piani e progetti rimasti sulla carta.
Meloni si arrende all’inverno demografico. Preso a pretesto per i tagli alla scuola
Siamo in pieno inverno demografico. Le nascite – dati Istat – sono risultate ancora in calo nel 2025: 355.772, in diminuzione del 3,8% sul 2024 (-14mila unità). In base ai primi dati provvisori, nel periodo gennaio-luglio di quest’anno, le nascite sono 196.864, diminuite dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (-2mila). Dati di fronte ai quali non solo il governo si è arreso ma li utilizza ora come pretesto per i tagli alla scuola e per rivedere il riparto dei fondi per gli asili nido. La legge di Bilancio mette nero su bianco 4.925 posti in meno nelle dotazioni dell’autonomia scolastica e 2.049 posti nell’organico del personale Ata, per un totale di 6.974 unità. Un intervento che genera risparmi per quasi 252 milioni di euro all’anno a partire dal 2028. E questo mentre gli studenti scendono in piazza.
Sindacati pronti alla mobilitazione
Ma i sindacati della scuola non ci stanno: insieme ai tagli già disposti in passato, conteggiano, con quelli attuali si arriverebbe in tre anni a una riduzione complessiva di 14.808 posti, di cui 10.585 di docenti e 4.223 di Ata. Per questo annunciano la mobilitazione se governo e parlamento non torneranno sui propri passi. Si vedranno nei prossimi giorni per valutare se mobilitarsi unitariamente anche se i lavoratori aderenti alla Flc Cgil incroceranno già le braccia il prossimo 20 novembre per lo sciopero generale indetto dal sindacato guidato da Maurizio Landini. Dal ministero dell’Istruzione e del Merito trapela sorpresa per la norma sul taglio agli organici e, scrive l’Ansa, si sta lavorando in vista del passaggio parlamentare.
“Indebolire la scuola, di fronte al disagio giovanile, è irresponsabile”, dice la segretaria della Cisl scuola, Ivana Barbacci. La denatalità – è il ragionamento di Giuseppe D’Aprile, numero uno della Uil scuola – non può diventare un pretesto per ridurre il personale scolastico. “Al contrario, dovrebbe rappresentare un’opportunità per diminuire il numero di alunni per classe, migliorare le condizioni di lavoro del personale e garantire una maggiore qualità dell’insegnamento”.
Il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana, parla di “beffa” e rileva che a fronte alle minori risorse previste per la scuola pubblica, “nessun taglio invece è contemplato per le scuole paritarie; di fatto, la scuola pubblica è uno strumento per raggranellare risorse. Inoltre, metà delle spese della legge di Bilancio sarà investito in spese militari. Ma piuttosto, armiamo le menti e disarmiamo i cannoni”.
Carri armati e caccia
I tagli di settemila posti nella scuola fa risparmiare 84 milioni il prossimo anno: “poco più del costo medio unitario di programma di uno solo dei primi carri armati Panther che la Difesa ha acquistato poche settimane fa con un contratto da 3,4 miliardi per 48 mezzi siglato con Rheinmetall e Leonardo. A regime il taglio del personale scolastico si tradurrà in un risparmio di spesa di circa 250 milioni l’anno: meno del costo medio unitario di programma di uno dei nuovi caccia Typhoon che la Difesa ha ordinato siglando con Leonardo un contratto da 7,5 miliardi per 24 aerei”, fa notare il M5S. Pronto alla mobilitazione anche il sindacato Anief guidato da Marcello Pacifico. E anche i sindacati dei presidi, dall’Anp a DirigentiScuola, bocciano le misure del governo.