La Metsola subentra a Sassoli. “Ora si lavori al salario minimo”. Per l’eurodeputata M5S Ferrara i sovranisti sbagliano se credono che ci sarà spazio per tesi anti-abortiste

Metsola Ferrara
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“Guardiamo al futuro. Certo, è un bel segnale il fatto che tra le tre candidate alla successione di David Sassoli tutte e tre fossero donne, è un segno di controtendenza rispetto a quanto avviene in Italia”. Per l’eurodeputata M5S Laura Ferrara c’è da essere ottimisti dopo l’elezione alla presidenza del Parlamento europeo di Roberta Metsola (leggi l’articolo), nonostante il suo passato da antiabortista: “I sovranisti si sbagliano di grosso se pensano che appoggerà le loro idee velate da razzismo ed egoismo che tanto hanno danneggiato finora l’Italia”, spiega ancora l’eurodeputata italiana.

Crede dunque che riuscirà a raccogliere la pesante eredità lasciata da David Sassoli?
Dobbiamo. Il Parlamento europeo, e quindi la casa della democrazia europea, ha rischiato di chiudere i battenti durante la pandemia. Sassoli l’ha invece rinvigorita puntando tutto su solidarietà e responsabilità, gli stessi valori difesi da Giuseppe Conte durante i mesi del lockdown e che sono la nostra stella polare. Abbiamo apprezzato le parole della nuova Presidente sulla rule of law, troppo spesso calpestata dai governi illiberali di Polonia e Ungheria, e condividiamo la proposta di assegnare il potere di iniziativa legislativa al Parlamento europeo per controbilanciare li troppi veti del Consiglio.

Il mondo da cui viene, però, sembra essere distante da quello riformista, specie sul fronte abortista…
È vero, le nostre posizioni sui temi etici sono molto distanti ma Roberta Metsola ha dichiarato nella sua prima intervista che da oggi rappresenterà la voce del Parlamento europeo e non più quella del PPE dimostrando di essere consapevole di rappresentare la seconda assemblea legislativa più grande al mondo, dopo il Parlamento dell’India.

Nel suo discorso di ieri ha però toccato argomenti cari al Movimento: dalla transizione ecologica fino ai diritti delle donne…
Con Roberta Metsola abbiamo lavorato insieme sin dalla passata legislatura nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni affrontando diversi temi delicati: dalla lotta alla criminalità organizzata, alla tutela dei diritti fondamentali e alla gestione dei flussi migratori. Come eurodeputata maltese, ha sempre dimostrato piena consapevolezza e sensibilità rispetto al fenomeno migratorio, con posizioni molto simili a quelle italiane e del resto del sud Europa. I sovranisti si sbagliano di grosso se pensano che appoggerà le loro idee velate da razzismo ed egoismo che tanto hanno danneggiato finora l’Italia.

Avreste preferito altri candidati?
Guardiamo al futuro. Certo, è un bel segnale il fatto che tra le tre candidate alla successione di David Sassoli tutte e tre fossero donne, è un segno di controtendenza rispetto a quanto avviene in Italia. Ricordo per esempio che sono appena quattro le donne scelte come delegate regionali per l’elezione del prossimo Capo dello Stato, 4 su 58. È davvero troppo poco, l’Europa ha tanto da insegnarci.

Cosa si aspetta da questa presidenza?
Ci aspettiamo innanzitutto il rispetto delle prerogative dell’unica Istituzione eletta dai cittadini europei. Troppo spesso in passato il Consiglio ha stravolto nella fase negoziale il parere del Parlamento europeo o ha lasciato in un binario morto riforme importanti come quella del diritto di asilo. Il modello da seguire è quello di David Sassoli, un presidente che ha coinvolto i cittadini con la Conferenza sul Futuro dell’Europa e che ha dato un impulso decisivo nell’approvazione del Next Generation EU.

Quali saranno le prossime battaglie del M5S in Europa?
I prossimi mesi saranno decisivi per il futuro dell’Europa. Il Movimento 5 Stelle ha tre priorità. In primis, il salario minimo. Serve un accordo ambizioso contro lo sfruttamento dei lavoratori, le delocalizzazioni e il dumping salariale. Poi, la riforma del Patto di Stabilità. La pandemia ha archiviato l’austerity e noi riteniamo che gli investimenti verdi e sociali debbano essere scomputati dai futuri vincoli di bilancio. Infine, la transizione ambientale. Dobbiamo aggiornare le norme su trasporti, energia, industria e finanza, settori che devono dare il loro contributo per salvare il nostro Pianeta dai disastrosi cambiamenti climatici.