Mezza Italia in zona rossa da lunedì. Sono undici le regioni ad alto rischio. Tra cui Lombardia, Lazio e Veneto. Tutte le altre saranno arancioni eccetto la Sardegna

Coronavirus
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Undici tra regioni e province autonome entreranno da lunedì in zona rossa (una settimana fa erano solo tre), tra cui Lombardia, Lazio e Veneto. E’ quanto stabilirà oggi, con una serie di ordinanze, il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce del nuovo monitoraggio sull’andamento dell’epidemia di Iss e Ministero della Salute da cui è emersa (leggi l’articolo) una forte accelerazione dell’incidenza a livello nazionale con un Rt salito a 1,16 (da 1,06).

Da lunedì, dunque, diventeranno rosse, insieme a Campania e Molise che lo erano già, anche Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento. Tutte le altre regioni –  eccetto la Sardegna che resta in area bianca – saranno arancioni per gli effetti del decreto legge approvato stamane (leggi l’articolo). Dal ministero della Salute hanno fatto sapere in serata che è in corso una “verifica sui dati della Basilicata”. Uno dei provvedimenti conseguenti, in queste 11 regioni rosse, sarà la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

I dati della Cabina di regia confermano “per la sesta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio”. Undici regioni (erano sei la settimana precedente) hanno un livello di rischio alto. Altre nove Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (la Sardegna) con rischio basso.

Sedici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, otto (Campania, Piemonte, FVG, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Quattro Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

Il monitoraggio settimanale dell’Iss segnala, inoltre, un peggioramento anche nel numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (11 Regioni/PPAA vs 9 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (31% vs 26% della scorsa settimana).

Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in forte aumento da 2.327 (02/03/2021) a 2.756 (09/03/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in forte aumento, passando da 19.570 (02/03/2021) a 22.393 (09/03/2021). Tutte le Regioni/PPAA tranne sette hanno riportato allerte di resilienza. Quattro di queste (Campania, Lazio, Puglia e Veneto) riportano molteplici allerte di resilienza.