Michetti ha già i suoi problemi. Nel mirino gli affari in Regione Lazio. Dubbi su una Fondazione di cui è presidente. Anac e Corte dei Conti hanno acceso da tempo i fari

ENRICO MICHETTI
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Si sono presentati oggi alla città di Roma il candidato sindaco, Enrico Michetti, e il cosiddetto candidato prosindaco, la vice in pratica, Simonetta Matone. Sull’avvocato Michetti, considerato dai sovranisti l’uomo che li riporterà in Campidoglio da cui sono fuori dalla consiliatura di Gianni Alemanno, i big di FdI, Lega e Forza Italia non dicono però nulla su quanto va emergendo dalle indagini dell’Anac e della Corte dei Conti, relative ad un affare milionario fatto dall’aspirante primo cittadino con la Regione Lazio, tanto ai tempi del Centrosinistra di Piero Marrazzo quanto in quelli del Centrodestra di Renata Polverini.

L’IDENTIKIT. Il Mr Wolf della Meloni è conosciuto come tribuno radiofonico su Radio Radio, popolare emittente romana che si occupa di calcio e informazione, e di recente come gaffeur seriale. Michetti, 55 anni, avvocato amministrativista, insegna diritto amministrativo all’Università di Cassino e gestisce da anni il periodico Gazzetta Amministrativa, che fornisce corsi di formazione e supporto tecnico alle pubbliche amministrazioni.

Il legale ha lavorato con l’Anci e con molti enti locali, tra cui appunto la Regione Lazio. Diverse però le gaffe. Michetti, parlando del vaccino contro il Covid, ha affermato che non è corretto “vaccinare coattivamente” o “somministrargli qualsiasi altra cosa, come facevano con le atlete dell’Est”. Sempre discutendo di Covid, ha quindi detto che in questi tempi è meglio fare il saluto romano, perché più igienico. Per arrivare agli annunci imperiali delle ultime ore sulla volontà di “restituire alla città eterna il ruolo di caput mundi”, “a quella che era la città dei cesari, dei grandi papi”.

LE OMBRE. L’uomo che secondo i sovranisti li condurrà alla vittoria sembra però essere piuttosto bipartisan quando si tratta di affari. L’Anac e la Corte dei Conti stanno infatti approfondendo da qualche tempo i suoi rapporti con la Regione Lazio, inziati nel 2007 con Marrazzo, ai tempi del Centrosinistra, e proseguiti poi con le destre quando è stata eletta presidente la Polverini. Gli affari sono quelli legati ad abbonamenti, accessi web e servizi di formazione per il personale venduti da Gazzetta Amministrativa srl, legata alla Fondazione Gari, di cui Michetti è presidente.

Quando era governatore Marrazzo alla Pisana, nel 2007, hanno infatti acquistato 320 abbonamenti alla rivista Gazzetta amministrativa, e poi con la Polverini, tra il 2010 e il 2012, sono stati acquistati un pacchetto di accessi al portale e servizi formativi per 430 dipendenti. Tutto grazie a un protocollo d’intesa firmato dall’allora presidente del consiglio regionale, Mario Abbruzzese, di Forza Italia, ora passato a Cambiamo, e avallato dall’allora segretario generale Nazzareno Cecinelli. Per la Finanza quegli acquisti sarebbero stati fatti a prezzi gonfiati e in alcuni casi sarebbe stato addirittura pagato quello che era gratuito, provocando un danno erariale di oltre 800mila euro. Una vicenda che, nel caso si dovesse arrivare a un processo, vedrebbe sotto accusa esponenti della Regione Lazio e non Michetti, ma di cui il candidato del Centrodestra avrebbe beneficiato.