Fratelli d’Italia contro la Lega, ma anche contro Forza Italia. La Lega contro Forza Italia. Mezza Forza Italia contro l’altra metà, perché guarda a Italia Viva e alle componenti più a destra del Partito Democratico…
È la complicatissima fotografia del Centrodestra milanese e lombardo. Un magma politico da mesi in ebollizione, che dall’esterno appare molte cose, tranne un’alleanza di governo. Eppure governano insieme Regione Lombardia. E vorrebbero governare – insieme, forse – anche il Comune di Milano.
Ma è sul come (e con chi) arrivare a mettere le mani su palazzo Marino tra circa un anno che si sta logorando la maggioranza di governo. Inoltre, la storia insegna che ciò che accade a Milano, spesso preannuncia ciò che sta per accadere a Roma. Per questo il centrodestra è così fibrillante e lo sarà sempre più, almeno finché non riuscirà a esprimere il nome di un candidato. Che sarà condiviso? Si vedrà…
La Russa punta sul ciellino Maurizio Lupi
Per Fratelli d’Italia (leggi Ignazio La Russa e Daniela Santanché, i dominus del partito a queste latitudini) il candidato può solo essere un politico. E sabato scorso il presidente del Senato ha ribadito il nome del suo prescelto, già fatto in tempi non sospetti: Maurizio Lupi, segretario di Noi Moderati.
“Io voglio un politico, lo dico apertamente: un politico posso sceglierlo sapendo cosa scelgo. Un civico o è così bravo e noto che il nome brilla da subito, oppure è un salto nel buio”, ha detto La Russa al convegno dei centristi di Lupi, “Ogni volta che fanno il nome di Maurizio dicono che l’ha detto La Russa: è vero”, ha aggiunto, per ribadire che l’uomo d’oro di Comunione e Liberazione è la sua scelta.
L’azzurra Ronzulli rompe l’unità di Forza Italia
È per un politico si è detta ieri anche la forzista Licia Ronzulli (assai vicina a La Russa): “Noi non possiamo più continuare ad appaltare alla società civile le responsabilità della politica. E penso anche che in un momento come questo per Milano, per tutte le vicissitudini che abbiamo visto, dallo stadio al problema edilizio, la città abbia bisogno non solo dell’esperienza, ma anche della responsabilità della politica”.
“Forza Italia dice da sempre di proporre un civico – ha aggiunto -, per carità, io non sono assolutamente contro i civici, anzi…”, però per Ronzulli questo “è il momento della politica”. E sottolinea che il centrodestra deve trovare un nome, “perché manca pochissimo, e non possiamo arrivare come sempre col fiato corto e impreparati. Siamo molto in ritardo”.
Ma Moratti e Salini mirano all’alleanza con centristi e destra Pd
Una posizione in antitesi con i vertici lombardi di Forza Italia, sulla carta del segretario regionale Alessandro Sorte (“il centrodestra è il punto di partenza, ma dobbiamo attrarre anche i delusi del Pd, non Vannacci”), in realtà di Letizia Moratti e Massimiliano Salini e della neo capogruppo al Senato, Stefania Craxi. Loro da mesi lavorano a un altro disegno, che dalla Lombardia dovrebbe/potrebbe allargarsi all’intero governo del Paese.
Mirano infatti a presentare per Palazzo Marino (e per Palazzo Chigi poi) una coalizione neo-centrista con Fi, Italia Viva, Azione, Più Europa e… Partito Democratico. Un lavoro di tessitura che chiama in causa i Riformisti del Pd: Pina Picierno, Graziano Delrio e Giorgio Gori, gli stessi che a ottobre 2025 proprio a Milano hanno fondato, insieme a Lorenzo Guerini e altri, il think thank “Crescere”, per un “Pd più aperto, moderato e di governo, distante dalla linea “barricadera” della segreteria”.
Lega isolata e confusa
Ma nell’alleanza c’è anche la Lega, che tergiversa, spaventata che Fdi le sottragga ulteriori voti, spazi e poltrone in Lombardia. Per mesi Salvini ha ripetuto di essere al lavoro su alcuni profili interessanti e ha sempre lasciato trasparire di puntare su una figura della società civile (il grande indiziato era l’ex rettore del Politecnico, Ferruccio Resta, che ha poi pubblicamente declinato).
Due giorni fa, però, il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, ha rilanciato con un inaspettato “noi siamo per il primato della politica”. E anche il governatore Attilio Fontana ieri ha battuto un colpo: dopo aver ribadito il forte ritardo, ha dichiarato: “Non voglio parlare dei singoli candidati, però si deve prendere una decisione”. “È chiaro che, soprattutto se si vanno a scegliere delle persone non particolarmente conosciute, magari che non hanno fatto politica o che comunque l’hanno fatta a diversi livelli, la gente ha bisogno di conoscerle – ha continuato -, capire quali sono i progetti, i programmi”.
A chi gli ha chiesto se sarebbe meglio un profilo civico o un politico, il presidente ha risposto che “l’importante è che sia un profilo di qualità. Poi io non faccio una differenza fra i politici e i civici. Io faccio una differenza fra quelli bravi e quelli non bravi, intelligenti e meno intelligenti. Le altre sono sotto categorie”.
Ma, mentre si professava equidistante, attaccava gli Azzurri, “rei” di aver organizzato sabato scorso una contromanifestazione al raduno dei Patrioti in Duomo. “Mi lascia un po’ perplesso questo atteggiamento” di Forza Italia ha detto, “anche perché è fuori di dubbio che all’interno della coalizione ci possono essere degli atteggiamenti diversi, ma un conto è non essere d’accordo, un altro conto è contestare esplicitamente”. E meno male che sono alleati…