Momenti di tensione davanti alla sede Rai di Napoli

A Napoli momenti di tensione davanti alla sede della Rai durante il presidio di protesta organizzato da alcuni attivisti pro Palestina.

Momenti di tensione davanti alla sede Rai di Napoli

A Napoli momenti di tensione davanti alla sede Rai di viale Marconi durante il presidio di protesta organizzato da alcuni attivisti dopo la lettera dell’ad Roberto Sergio inviata e letta nel corso di Domenica In in seguito alle parole del cantante Ghali “Stop al genocidio” sul conflitto tra Israele e Palestina. In seguito agli scontri con la Polizia ci sono 12 feriti.

A Napoli momenti di tensione davanti alla sede della Rai durante il presidio di protesta organizzato da alcuni attivisti pro Palestina

La tensione รจ salita quando alcuni manifestanti hanno tentato di avvicinarsi ai cancelli della sede di produzione Rai di Napoli per esporre uno striscione. La polizia, in assetto antisommossa, ha respinto chi protestava. Al termine degli scontri il bilancio รจ di 12 feriti, 7 i manifestanti raggiunti da colpi di manganello e cinque i poliziotti del Reparto mobile e del Commissariato San Paolo che hanno riportato escoriazioni e lievi contusioni.

Su quanto รจ accaduto oggi danti alla sede Rai di Napoli, M5S, Pd e AVS chiedono in Aula alla Camera una informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La prima a intervenire รจ stata l’onorevole Gilda Sportiello del M5S: “In questo Paese รจ diventato proibito chiedere il cessate il fuoco? Piantedosi venga il prima possibile in quest’Aula a spiegarci cosa รจ successo questa mattina e perchรจ dei manifestanti pacifici sono ancora adesso in ospedale”.

A seguire รจ intervenuto anche il Dem Piero De Luca: quelle che arrivano da Napoli sono “immagini indegne di un Paese civile. Dobbiamo difendere la libertร  di pensiero in questo Paese, c’erano persone che manifestavano pacificamente”. Da ultimo Francesco Mari, AVS, per il quale quanto accaduto a Napoli testimonia “la gravitร  della situazione democratica in questo Paese”.

M5S: “Immagini sconcertanti. La risposta delle forze dell’ordine ai manifestanti appare del tutto sproporzionata”

“Le immagini che giungono da Napoli, dove all’esterno della sede Rai era stato organizzato un presidio a sostegno della causa palestinese, sono sconcertanti. Dalle prime ricostruzioni la risposta delle forze dell’ordine ai manifestanti appare del tutto sproporzionata. La misura รจ colma. C’รจ un clima irrespirabile di regime. Chiediamo a Piantedosi di assumersi la responsabilitร  di quanto รจ venuto a Napoli e di chiarire cosa abbia reso necessario una simile reazione” affermano gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai.

“La tv pubblica รจ la scorta mediatica del genocidio israeliano. Non solo censurano costantemente il genocidio in corso a Gaza, ma esprimono una posizione apertamente filo-sionista davanti a milioni di telespettatori. Ancor prima che si potesse creare una delegazione per chiedere un’intervista stamane il nostro presidio รจ stato violentemente caricato, provocando diversi feriti” afferma in una nota la Rete Napoli per la Palestina e altri gruppi partecipanti al presidio di stamane all’esterno della sede Rai nel capoluogo campano.

I manifestanti: “La televisione pubblica non sia altro che lo specchio delle politiche genocide, razziste e xenofobe del governo”

“Ancora una volta – aggiungono – pare che qualsiasi tipo di discordanza con la narrazione dominante che vede Israele come unica democrazia del Medio Oriente venga non solo censurata, come รจ successo a Ghali durante il festival di Sanremo, ma addirittura repressa violentemente con polizia e manganelli contro manifestanti pacifici. Tra l’altro un ultimo sondaggio dimostra che oltre l’80% degli italiani vogliono un immediato e permanente cessate il fuoco”.

“Gli attivisti e le attiviste – si legge ancora nella nota firmata anche da Potere al Popolo, SiCobas Napoli e alcuni centri sociali –ย  oggi denunciano come la televisione pubblica non sia altro che lo specchio delle politiche genocide, razziste e xenofobe del governo. Pretendiamo una televisione pubblica che non minacci la libertร  di parola, che non censuri e non neghi un genocidio in atto (oltre 100.000 tra uccisi e feriti gravi, di cui il 70% donne e bambini, come ha evidenziato la Corte Internazionale di Giustizia), non vieti a nessuno di parlare di Palestina”.