Caso Morisi, la Procura di Verona chiederà l’archiviazione per “particolare tenuità del fatto”. Non fu il guru di Salvini a procurare la droga trovata nella sua cascina

Salvini Morisi
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La Procura di Verona, secondo quanto scrive il Corriere, chiederà a breve l’archiviazione per “particolare tenuità del fatto” dell’inchiesta aperta sul conto di Luca Morisi, l’ex responsabile della comunicazione di Matteo Salvini, che ad agosto era stato indagato per droga (leggi l’articolo).

I Carabinieri, su segnalazione di due giovani romeni, con i quali Morisi aveva trascorso la notte (leggi l’articolo), avevano scoperto nella sua casa di Belfiore una piccola quantità di cocaina, detenzione che configura solo un illecito amministrativo e non penale. La richiesta di archiviazione, che era nell’aria già da qualche settimana (leggi l’articolo), sarebbe già pronta.

Gli inquirenti, riferisce ancora il Corriere, avrebbe accertato, in particolare, che il flacone di Ghb, la cosiddetta ‘droga dello stupro’, sarebbe stato portato da uno dei due ragazzi, e non procurato da Morisi. Le conversazioni in chat su Grinderboy, sito di incontri omosessuali, sarebbero la prova che non fu l’allora uomo di fiducia del leader della Lega a cedere il Ghb ai due escort romeni con cui trascorse la notte del 14 agosto, ma che furono loro a proporre quella sostanza.

Il difensore di Morisi, l’avvocato Fabio Pinelli, ad ottobre (leggi l’articolo) aveva ribadito agli inquirenti di ascoltare il suo assistito, sostenendo che poteva dimostrare di non aver ceduto alcuna droga.

Dall’archivio: Cessione di droga, Morisi verso l’archiviazione. Determinanti per la Procura di Verona le chat tra l’ex Social media manager della Lega e i due escort romeni.