Morti bianche sul lavoro: tre incidenti al giorno. Arrivano mille ispettori. Il ministro Orlando annuncia nuove misure per fermare la strage

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, annuncia nuove misure per fermare la piaga della morti bianche sul lavoro.

Non si è ancora spenta l’eco della tragica vicenda dello studente di 18 anni, Lorenzo Parelli, morto nel suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro alla Burimec di Launzacco, in provincia di Udine, che ieri l’Inail ha diramato l’ennesimo bollettino di guerra riguardante le morti bianche sul lavoro. Sono state 1.221 le denunce di morti sul lavoro nel 2021, 49 in meno rispetto alle 1.270 registrate nel 2020 (-3,9%).

RIUNIONE AL MISE SINDACATI SU EX ILVA

Ma di più rispetto agli anni precedenti (erano stati 1.156 nel 2019, 1.218 nel 2018, 1029 nel 2017, 1104 nel 2016). Il confronto tra il 2020 e il 2021 degli open data mensili, avverte però l’Istituto, richiede cautela, in quanto i dati delle denunce mortali, più di quelli delle denunce in complesso, risentono di una maggiore provvisorietà anche in conseguenza della pandemia, con il risultato di non conteggiare tempestivamente alcune “tardive” denunce mortali da contagio.

A livello nazionale i dati evidenziano un aumento solo dei decessi avvenuti in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, passati dai 214 casi del 2020 ai 248 del 2021, mentre quelli in occasione di lavoro sono diminuiti del 7,9% (da 1.056 a 973). “Siamo di fronte a una strage, abbiamo una media di tre persone al giorno che muoiono sul lavoro, va potenziato il sistema dei controlli. Serve un coordinamento”, afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Una guerra civile”, attacca il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Davanti a questi numeri il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, spiega che sono state introdotte “norme con sanzioni più incisive e tempestive” ed è stato “rafforzato l’Ispettorato del lavoro”. Nel dettaglio, specifica il ministro, nei giorni scorsi “i primi 300 funzionari” dell’Ispettorato nazionale del lavoro “hanno scelto la sede” e saranno assegnati entro questa settimana, “entro febbraio arriveranno altri 690 ispettori e 131 funzionari per un totale di 1.121 nuove assunzioni”. Mentre, “entro metà febbraio” sarà pubblicato in Gazzetta “il bando di concorso per l’assunzione di altre 1.249 unità tra ispettori, informatici e statistici dell’Inail”.

SU GLI INFORTUNI… Le denunce di infortunio sul lavoro lo scorso anno sono state invece 555.236 (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2020). Si registra un aumento degli infortuni in itinere (+29,2%, da 62.217 a 80.389 casi), che sono diminuiti del 32% nel primo bimestre del 2021 e aumentati del 50% nel periodo marzo-dicembre (complice il massiccio ricorso allo smart working nell’anno 2020, a partire proprio dal mese di marzo), e un decremento del 3,5% di quelli avvenuti in occasione di lavoro, calati dell’11% nel primo trimestre 2021, aumentati del 18% nel semestre aprile-settembre e calati di nuovo nel trimestre ottobre-dicembre (-22%). Tra i settori che hanno mostrato un aumento degli infortuni spicca il +57% in quelli Conto Stato, mentre in Agricoltura la crescita è del 2,6%. Numeri positivi dall’Industria e servizi dove si è registrato un calo del 4,7%.

…E I CASI DI PATOLOGIE
Le denunce di malattia professionale nel 2021 sono state 55.288, oltre 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+22,8%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 18:02
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