Gli aumenti dei mutui in arrivo. L’inflazione spinge le rate. Rincari anche per i costi di gestione dei conti correnti e delle carte di credito

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Aumentano le rate dei mutui per l’inflazione. Ma anche i costi di gestione dei conti correnti e delle carte di credito. E i rincari colpiscono le famiglie. L’indice di riferimento del tasso fisso, l’Eurirs, da gennaio è aumentato di 45 basis point. E quindi questo porta a un rincaro per i nuovi mutui a tasso fisso stipulati oggi.

Gli aumenti dei mutui in arrivo. Come l’inflazione spinge le rate. Rincari anche per i costi di gestione dei conti correnti e delle carte di credito

L’aumento dei mutui varia a seconda della banca di riferimento e attualmente si trova intorno ai 20 punti base di media. Dieci punti su un prestito da 140mila euro con durata di 25 anni corrispondono, calcola oggi La Stampa, a 4 euro in più al mese. Secondo l’analisi di MutuiOnline.it e FairOne, in questo mese Credit Agricole ha abbandonato l’offerta a tasso fisso finito optando per quella determinata in funzione di EurIrs più spread. Con questa operazione i mutui a tasso fisso hanno subito un aumento fino a 20 punti base.

Bnl ha, invece, elevato i tassi fissi fino a 10 punti base. Bper Banca, che non «riprezzava» le proprie proposte dallo scorso settembre, ha alzato i propri fissi tra i 5 e i 15 punti base. In direzione opposta si è invece mossa Intesa Sanpaolo, che ha ridotto tra i 5 e i 15 punti base il fisso finito di alcune delle proprie proposte. Inoltre sia Banco Bpm, sia WeBank, il ramo online di Banco Bpm, hanno abbassato gli spread sui mutui a tasso fisso di 10 punti base.

Invece il tasso variabile non ha risentito per niente dei movimenti in corso ed è rimasto fermo, con l’indice di riferimento Euribor stabile a quota -0,54%. Aumentano invece i costi dei conti. Il canone del conto deposito o quelli dei servizi collegati, che vanno da un euro in più al mese fino ad un massimo di quattro.

Secondo l’Osservatorio di SOStariffe.it, già neimesi scorsi c’è stato un ritocco dei canoni all’insù nel mondo delle banche online, che finora erano sempre state le meno care e che quindi
presentano più margini di rivalutazione (+10% di media, mentre le tradizionali hanno alzato il livello di un minimo +0,32%). In rialzo anche altri servizi di uso quotidiano come la carta di credito (+9,6% il canone annuo). Sul fronte degli sportelli tradizionali invece è aumentato il canone per la carta di debito (+25%) così come il prelievo al bancomat (+2,5%).

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