New York senza thriller, alle primarie Usa vincono Clinton e Trump. E puntano alla nomination per la Casa Bianca

di Alessia Vincenti
Mondo

Chi sperava nella sorpresa a New York è rimasto deluso. Hanno vinto Hillary Clinton per i democratici e Donald Trump per i repubblicani, che ottiene addirittura il 60% dei voti. Le primarie Usa 2016 non hanno quindi avuto un risvolto thriller in uno Stato molto pesante per l’assegnazione di delegati alla convention finale. E così i favoriti affilano le armi per la Casa Bianca. Tuttavia per il miliardario ultraconservatore c’è da superare un ostacolo molto alto: l’ostracismo del Grand Old Party, che non lo vuole come candidato per le Presidenziali di novembre. Ma lui si è già scagliato contro la “nomination truccata” a cui starebbe pensando il partito. Un riferimento al tentativo di non farti raggiungere la soglia necessaria di delegati.

La galoppata di Hillary alle primarie Usa
Nonostante Bernie Sanders abbia parlato di “nervosismo” di Hillary Clinton, l’ex segretario di Stato ha portato a casa un successo netto a New York. Il temuto testa a testa si è trasformato in un trionfo con un margine di circa 15 punti percentuali. Tanto che lei ha iniziato a coccolare i sostenitori di Sanders: “Sono molte più le cose che ci uniscono, di quelle che ci dividono”. E ha citato tutti i grandi leader democratici: “Siamo tutti progressisti, nel solco di una tradizione che va da Franklin Roosevelt a Barack Obama“. Insomma, la strategia è chiara: vuole compattare i democratici e preparare la campagna elettorale per la Casa Bianca. Perché “Trump è un pericolo per l’America, ci vuole dividere, tratta gli immigrati come criminali. È la negazione dei valori su cui è costruita l’America”. Ma proprio Sanders non ha preso bene l’esclusione dalla partecipazione decisa per migliaia di elettori a Brooklyn.

Da parte sua Trump deve fronteggiare l’offensiva dei repubblicani. Con il rivale Ted Cruz che lavora per far perdere il favorito. Mentre John Kasich spera di far convergere sulla sua figura il consenso del partito per contrastare l’ascesa del miliardario. Che comunque rivendica i suoi risultati. La situazione è quindi esplosiva: anche perché i sondaggi danno in svantaggio Trump contro Clinton. Mentre altri candidati, come Kasich, potrebbero addirittura risultare competitivi.